Per Mabù Profumerie abbiamo costruito un percorso di Growth Marketing pensato per rafforzare la riconoscibilità del brand, attivare una nuova relazione con la community e sostenere la crescita dell’e-commerce.
Un ecosistema integrato tra strategia, content production, social media, TikTok, advertising, operazioni speciali e monitoraggio dei dati, capace di collegare awareness, interesse e conversione in un’unica esperienza di marca.
Mabù Profumerie è una realtà attiva da oltre 60 anni nel mondo beauty, profumeria, skincare, haircare, make-up e fragranze. Un brand che unisce tradizione, innovazione e modernità, con l’obiettivo di offrire un’esperienza d’acquisto personalizzata e un assortimento completo di prodotti, trattamenti e fragranze.
La sfida affidata a Digitalmakers era trasformare questa forza commerciale e territoriale in un ecosistema digitale più riconoscibile, integrato e misurabile. Da un lato, Mabù aveva bisogno di aumentare la propria awareness nelle aree in cui il brand è presente con gli store fisici, in particolare Sicilia e Roma. Dall’altro, doveva sostenere la crescita dell’e-commerce a livello nazionale, rendendo più efficace il percorso che porta gli utenti dalla scoperta del brand all’acquisto online.
Il contesto competitivo rendeva la sfida ancora più rilevante. Il mercato delle profumerie online è presidiato da player con forte notorietà, ampiezza di catalogo e storicità digitale. Per Mabù non bastava quindi comunicare prodotti e promozioni: era necessario costruire un posizionamento più distintivo, capace di valorizzare competenza, prossimità, offerta, esperienza e relazione con la community.
Dal digital audit iniziale emergeva un ecosistema con basi solide e un buon potenziale di performance. Lo shop online era già ben posizionato sui motori di ricerca e poteva contare su un volume interessante di keyword indicizzate, ma il percorso doveva essere rafforzato in chiave full-funnel: più integrazione tra canali, più continuità narrativa, più capacità di collegare contenuti, traffico e conversioni.
Il primo insight strategico è stato quindi chiaro: Mabù non aveva bisogno di singole attività isolate, ma di una regia omnicanale capace di far lavorare insieme social, content, e-commerce, SEO, advertising, promozioni e operazioni speciali. Ogni touchpoint doveva contribuire a una funzione precisa del funnel: creare riconoscibilità, stimolare interesse, portare traffico qualificato e favorire l’acquisto.
Il secondo insight riguardava il contenuto. Nel beauty, la performance non dipende solo dalla spinta media, ma dalla capacità di costruire desiderio, fiducia e identificazione. Per questo la content strategy non poteva limitarsi a un calendario editoriale promozionale: doveva diventare uno strumento di posizionamento, intrattenimento, infotainment e relazione.
La strategia è stata costruita in modo progressivo. Nella prima fase, in assenza di campagne paid continuative, il lavoro si è concentrato soprattutto sui livelli alti del funnel: awareness, content strategy, social media, visual identity, shooting e lancio di TikTok. L’obiettivo era rendere Mabù più riconoscibile, più vicino al linguaggio delle piattaforme e più presente nei momenti di interesse del pubblico.
Nel semestre successivo, la strategia si è evoluta con l’introduzione delle prime campagne paid su Meta e Google Search. L’obiettivo è diventato attivare in modo più diretto le fasi di Interest e Conversion, generando traffico qualificato, aggiunte al carrello e acquisti, in continuità con il lavoro organico già avviato.
Nel 2025 il percorso è stato ulteriormente strutturato in chiave multicanale: awareness, engagement e loyalty sono diventate le tre fasi di una strategia crossmediale pensata per rafforzare la riconoscibilità del brand, costruire community e valorizzare insieme store fisici ed e-commerce.
Digitalmakers ha lavorato su più livelli integrati.
Abbiamo definito la strategia digitale e la content strategy, costruendo una governance operativa capace di coordinare canali, contenuti, momenti promozionali e reportistica. Abbiamo gestito i piani editoriali social per Instagram, Facebook e TikTok, con particolare attenzione ai trend, ai contenuti video, ai product focus e ai linguaggi nativi delle piattaforme.
Una parte centrale del progetto è stata la produzione continuativa di contenuti. Nel primo periodo sono stati realizzati 9 shooting social, 6 piani editoriali, oltre 75 reels, più di 140 stories e il lancio del nuovo canale TikTok. La nuova content strategy ha lavorato su storytelling, entertainment, infotainment, tono di voce più coinvolgente, restyling della visual identity e ganci promozionali.
Tra le operazioni speciali, il Calendario dell’Avvento è stato uno degli asset più forti del progetto. L’operazione è stata costruita con un concept creativo dedicato, “Beauty Bouquet”, una moodboard foto e video, uno shooting still life, contenuti video e una strategia di teasing e lancio.
Sul fronte advertising, il progetto è passato da una fase quasi interamente organica a una fase di progressiva attivazione paid. Sono state introdotte campagne Meta e Google per sostenere traffico, carrello, acquisti e crescita della community. Nel secondo semestre 2025, le campagne Meta hanno raggiunto circa 1,4 milioni di persone e generato oltre 5 milioni di impression, mentre Google Ads ha prodotto 24.436 clic.
Il progetto Mabù dimostra che, nel beauty retail, la crescita digitale non nasce da una singola leva ma dalla capacità di orchestrare più touchpoint intorno a una stessa direzione strategica.
Il learning più importante riguarda il metodo: un ecosistema omnicanale funziona quando ogni canale ha un ruolo chiaro nel funnel, ogni contenuto nasce con un obiettivo e ogni risultato viene letto distinguendo performance reale, mix canali e data quality.
Compila il form e descrivici i tuoi obiettivi.
Raccontaci la tua sfida e ti diremo se hai le carte in regola per diventare il prossimo caso studio.


C/o Cascina Cuccagna,
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