La digital transformation è un processo ormai consolidato per moltissime realtà in diversi settori. Nessun campo, industry o area di intervento può sottrarsi alla presenza sul web. Si tratta di un’evidenza che sperimentiamo quotidianamente: ogni azione che compiamo, infatti, trova sempre un applicativo, un punto di atterraggio, una foce su un canale digitale. 

Anche il terzo settore non è rimasto immune alla diffusione pervasiva delle nuove tecnologie e ha iniziato, già da qualche anno, a sperimentare le potenzialità di questi mezzi. Nonostante il fine ultimo delle associazioni ed enti che operano nel no-profit non sia correlato meramente ad obiettivi di business, queste realtà, come qualsiasi impresa profit, hanno un target da raggiungere (i potenziali sostenitori della causa o, in alcuni casi, anche i beneficiari) che può oggi essere facilmente intercettato negli ambienti digitali. I canali digitali, e i social media nello specifico, possono, infatti, diventare un vero e proprio volano di crescita e affermazione della mission dell’ente del terzo settore.

Il marketing digitale nel terzo settore

La consapevolezza dei vantaggi che il digitale può apportare alla crescita dell’intero sistema è, quindi, ormai ampiamente diffusa tra gli enti del terzo settore: non solo in termini di una maggiore efficacia ed efficienza della prassi comunicativa (che si è capito debba andare oltre la veicolazione unidirezionale di strumenti quali il bilancio sociale, seppur questo resti uno strumento di fondamentale importanza), ma anche di un coinvolgimento più “caldo” e personalizzato nella relazione con i propri interlocutori e pubblici, nonché di un aumento dei sostenitori e relative donazioni (anche attraverso l’attivazione di campagne di crowdfunding). 

Secondo un’indagine condotta nel 2018 da Italia No Profit, il 75% delle realtà no-profit intervistate ha dichiarato, infatti, di utilizzare nelle proprie attività di comunicazione i canali digitali. Tuttavia, soltanto il 23% di esse incorpora il digitale in tutto ciò che realizza, mentre quasi la metà di queste usa i nuovi canali in assenza di un approccio strategico o senza ancora essersi “avventurata” in un processo di digital transformation che coinvolga tutte le aree dell’ente. C’è inoltre un 13%, che dichiara di non avere ancora una strategia digitale o addirittura di avere difficoltà di accesso agli strumenti digitali di base.

Su un punto sono d’accordo tutti: ciò che conta non è semplicemente esserci -  essere presenti su un social network o possedere un sito - ma  esserci nel migliore modo possibile, utilizzando gli strumenti digitali in chiave strategica e funzionale al raggiungimento dei propri obiettivi. 

Presenziare i canali online funziona, infatti, quando questi sono pensati come parte integrante di un ecosistema digitale dinamico nel quale tutti i touchpoint -  sito, social media, blog, newsletter, ma anche i canali offline- lavorano in maniera integrata e sinergica rispetto alla strategia definita, e coerente rispetto alla mission e vision istituzionale. Un ecosistema all'interno del quale si dispiega sia la comunicazione istituzionale che di prodotto (che nel caso delle fondazioni coincide con la promozione di progetti/iniziative/cause dal valore sociale, culturale, ambientale etc).

Cosa abbiamo fatto per Fondazione EOS

Tra le fondazioni che hanno scelto di adottare un approccio alla comunicazione online di tipo “olistico” c’è Fondazione EOS, Edison Orizzonte Sociale, creata nel gennaio 2021 e nata con l’obiettivo di rafforzare l’impegno sociale di Edison S.p.A, dando valore alla competenze, continuità alla cultura aziendale e , al contempo, supportando le nuove generazioni nei percorsi di crescita. La sua mission è contribuire alla creazione di valore sociale nei territori attraverso il miglioramento della qualità di vita delle persone fragili (con un focus sulla fascia adolescenziale),  il supporto alle organizzazioni territoriali che promuovono i valori dell’inclusione, educazione ed aggregazione sociale e la crescita della cultura d’impresa attraverso il coinvolgimento delle persone Edison.

Una strategia omnichannel per il terzo settore

Per raggiungere un’audience il più ampia possibile con contenuti chiari, comprensibili e inclusivi, Fondazione Edison ha deciso, quindi, di presenziare i canali digitali in ottica eco-sistemica: dando, ovvero, luogo ad un progetto di comunicazione e marketing sul web fondato sull’utilizzo di piattaforme interconnesse tra loro e che lavorano in modo sinergico al fine di raggiungere gli obiettivi prestabiliti.

Ecco così che il sito web fondazioneeos.it è divenuto il fulcro del progetto di comunicazione, trasformandosi nel contenitore principale di tutte le attività, i progetti e campagne di sensibilizzazione della Fondazione.

Punto di partenza della narrazione, ma anche punto d’arrivo, nella logica del referral, al sito si affiancano i social network.  Veri e propri strumenti di amplificazione delle attività, attualmente Fondazione EOS è attiva su tre social media: LinkedIn, Instagram e TikTok. 

Tre canali diversi per target ed obiettivi differenti. A LinkedIn, che rappresenta il canale più istituzionale, si affidano (in analogia a ciò che accade con il sito) funzioni di approfondimento e di networking con i professionisti del Terzo Settore. É il luogo privilegiato per le relazioni tra partner e per le connessioni tra le persone di Edison ed i partner dislocati sul territorio. Su questo canale si sperimenteranno anche campagne di Direct Email Marketing per agire su uno stadio più basso del funnel di conversione, raggiungendo le persone che hanno dimostrato un certo grado di interesse e sensibilità nei confronti delle attività della Fondazione EOS. 

 A Instagram e TikTok viene affidato invece il compito di raggiungere un target soprattutto “young” coinvolgendolo attraverso un tono di voce fresco e “amichevole”, ma al tempo stesso autorevole, per posizionare la Fondazione come una voce credibile e di ispirazione nel campo dell’innovazione sociale, un punto di riferimento della cultura della sostenibilità

TikTok, nello specifico, è il canale attraverso cui viene data voce diretta agli adolescenti, anche tramite la collaborazione con influencer e talent del territorio nazionale: strategia, quella dell’Influencer Marketing,  ancora oggi poco utilizzata nel terzo settore,  se non per campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi. 

Canali diversi guidati da un solido approccio strategico che collega e mette insieme i vari “pezzi” della comunicazione digitale per comporre un unico e coerente mosaico. 

I risultati

Come abbiamo in parte anticipato, affinché tutto funzioni e appaia corrente, il posizionamento del brand sul digitale è stato declinato su un tone of voice che, seppur con sfumature diverse, comunica con una voce fresca, innovativa e fuori dagli schemi, ma allo stesso tempo credibile nel campo dell'innovazione sociale. Compiendo un esercizio di personificazione, si è scelto di dare alla Fondazione i connotati narrativi di un fratello maggiore, di un amico più maturo, ovvero di una figura rassicurante e autorevole ma allo stesso tempo comprensibile e intrisa nel tempo presente, nella contemporaneità. 

Il tutto è, inoltre, passato attraverso un re-design che ha agito non solo a livello di wording e storytelling testuale, ma anche a livello visivo. L’utilizzo di parole nuove, e con esse di un nuovo modo di raccontare, è stato accompagnato anche da un cambiamento dell’immagine visiva, per la quale è stata fatta una scelta di impatto che mescolasse infografiche, immagini fotografiche e headline evidenti e di impatto, al fine di incuriosire i vari target raggiunti e favorire il loro il desiderio di approfondimento.  E’ nato così un nuovo impianto visual funzionale non solo a ragioni di ottimizzazione e armonizzazione sul fronte design, ma soprattutto a livello strategico. 

Il lavoro di armonizzazione in ottica strategica è passato anche attraverso una riorganizzazione della gerarchia delle informazioni; da una parte la centralità del sito, dall’altra quella dei contenuti sui vari canali social.

Linkedin, Instagram e TikTok hanno visto così una razionalizzazione dei macrotemi intorno a cui incentrare lo storytelling mediante format specifici. Tra questi, per esempio:  le video interviste, per valorizzare le persone che lavorano in EOS e i giovani che hanno preso parte ai progetti;  i numeri e le good news, per presentare progetti (e i dati correlati) che la Fondazione porta avanti nelle varie città italiane; ma anche il racconto degli eventi e contenuti di carattere valoriale che, attraverso il ricorso a keywords specifiche, sintetizzano un una parola la vision della Fondazione.  

Un lavoro che, nel corso di poco meno di un anno, ha prodotto risultati sia sull’Upper funnel (quasi 9 milioni gli utenti raggiunti dalle comunicazioni di Fondazione EOS) che nel Middle-funnel (+ 110% crescita organica delle fanbase e 24.000 le persone che visitano ogni giorno i canali Instagram e Linkedin della Fondazione). Numeri raggiunti attraverso un percorso che ha messo insieme strumenti,  target ed esigenze comunicative diverse ma che, grazie ad una strategia eco-sistemica di digital marketing,  ha reso sempre più riconoscibile e conosciuto il lavoro della Fondazione EOS anche sui canali digitali. 

Fonti

“Terzo settore e Trasformazione Digitale” di Italia Non Profit 

Anche i territori, oggi, per diventare “destinazioni turistiche” hanno bisogno di un brand che possa identificarli in modo distintivo.

La destinazione turistica è definita come “un ambito territoriale nel quale ha sede un complesso di attrattive che possono soddisfare i bisogni e gli interessi di un determinato segmento di domanda turistica” [Wikipedia]. Una destinazione possiede, dunque, delle caratteristiche tangibili (attrazioni turistiche, prodotti…) ed intangibili (valori, esperienze che si possono vivere nel territorio) che contribuiscono al suo posizionamento sul mercato.

I turisti, proprio come i consumatori, scelgono di visitare un determinato territorio perché associato ad un'immagine specifica, ovvero una varietà di idee ed esperienze che si possono vivere al suo interno.

Come fare digital marketing per il turismo

Con l’avvento di Internet, ormai più di 30 anni fa, il customer journey del turista ha iniziato ad essere fortemente influenzato in tutte le sue fasi - dalla pianificazione del viaggio al post-viaggio - dalle informazioni accessibili sui canali online. I viaggiatori entrano in contatto con la destinazione, leggono le valutazioni di altri viaggiatori, decidono le località da visitare, effettuano il viaggio e lasciano infine traccia della loro esperienza attraverso le recensioni online. Il turista è così passato dall’essere fruitore passivo delle informazioni/offerte ricevute tramite i canali tradizionali (agenzie di viaggi, tour operator, riviste verticali…) ad una situazione in cui, attraverso il canale online, interviene attivamente nella scelta, programmazione e valutazione della sua vacanza.

Destination Branding

Per queste ragioni, il Destination Branding, quel processo che ha per oggetto la costruzione e valorizzazione del brand della destinazione turistica per poi declinarlo su ogni strumento e mezzo di comunicazione, è diventata un’attività sempre più richiesta per la promozione turistica di determinati territori.

Il caso di cui vi parleremo in questo articolo è West of Sicily, il brand di promozione territoriale del Distretto Turistico della Sicilia Occidentale, lanciato nel 2021 per valorizzare e guidare i turisti alla scoperta di questa parte di territorio.

Obiettivo del Distretto è stato quello di posizionare il nuovo brand sul mercato nazionale ed internazionale e far diventare il portale un punto di riferimento per chiunque desideri organizzare un soggiorno in Sicilia Occidentale.

La strategia omni-channel per il settore turistico

Per aumentare l’awareness intorno al progetto e spingere, al tempo stesso, all’attivazione gli utenti entrati in contatto per la prima volta con il brand, si è puntato alla creazione di un ecosistema “West of Sicily” digitale in cui tutti i canali presidiati (portale, newsletter, marketing automation, Facebook, Instagram) e tutte le attività pianificate sono state incanalate, in ottica full-funnel, all’interno del Customer Journey dell’utente web.

La definizione e messa a terra di una strategia digital omni-channel che ha previsto l’intervento su più touchpoint, gestiti in maniera sinergica ed integrata, ci ha consentito di intraprendere la strada giusta per raggiungere l’ obiettivo principale del cliente, ovvero quello di consolidare il brand West of Sicily nella mente dei suoi prospect e portarli ad una prima attivazione (iscrizione Newsletter, simulazione di un soggiorno sul sito, creazione di un UGC).

1. La creazione del portale

Il primo livello è stata, quindi, la creazione di un portale che potesse diventare il punto di riferimento per raccogliere informazioni sul territorio, funzionali all’organizzazione di una vacanza. Oltre ad approfondire i comuni del territorio con la loro offerta, su westofsicily.com è possibile, attraverso un simulatore, costruire il proprio “soggiorno ideale” filtrando per la stagione dell’anno in cui si visiterà la Sicilia Occidentale, il tipo di esperienze che si vogliono sperimentare (cultura, natura, sport, gastronomia…) e la tipologia di viaggio (con amici, in coppia, con bambini).
Ad un anno dal lancio del sito, si registrano quasi 500.000 visite, di cui quasi il 70% provienienti dall’estero.

2. Turismo: SEO e analisi del search intent

A seguire, siamo intervenuti sulla SEO& Website Optimization per migliorare il posizionamento del sito su keyword strategiche ed intercettare e rispondere alle richieste informative di prospect interessati ad un viaggio in Sicilia Occidentale.
La strategia SEO che ha previsto la costruzione di contenuti rispondenti alle principali query di ricerca del target, ha permesso di intercettare, anche in periodi de-stagionalizzati, utenti con Search Intent diversi: Informativo (utenti interessati ad ottenere informazioni sulle varie località della Sicilia Occidentale o sulla mappa di questa zona della regione) e Transazionale (utenti che stanno programmando un pernottamento nel territorio). Con oltre 2.500 keyword indicizzate (di cui più del 10% in prima pagina) Il traffico organico al portale westofsicily.com è cresciuto di oltre il 1200% in meno di 12 mesi.

3. La social content strategy

Il terzo livello di intervento è stata la social content strategy: con l’obiettivo di creare sintonia con il pubblico, il piano editoriale è stato incentrato principalmente su contenuti emozionali e che, al tempo stesso, trasmettessero la varietà dell’offerta - culturale, artistica, ambientale ed enogastronomica - della Sicilia Occidentale: panorami mozzafiato, rubriche sui luoghi simbolo, ma anche eventi, esperienze ed iniziative culturali dei comuni.

Tra le rubriche tematiche ideate:

Sotto forma di collage digitali, con la rubrica #People abbiamo raccontato le storie delle persone che vivono in Sicilia Occidentale e che rappresentano un’eccellenza di questo territorio. Racconti, focus e interviste: perché la componente umana è sempre un valore aggiunto.

Tra i format che hanno registrato il maggior numero di interazioni c'è stato What’s on, una rubrica di condivisione di eventi, curiosità e attrazioni del mese da non perdere; ma anche Dove ci troviamo? un indovinello social veicolato tramite reel e stories in cui abbiamo invitato gli utenti a indovinare la città della Sicilia Occidentale oggetto dei video.

E ancora ColorfulSicily, emozionanti foto e Reels in cui abbiamo messo in luce le bellezze di questi luoghi dedicando un video a ogni colore dell’arcobaleno: perché la Sicilia Occidentale è un caleidoscopio di colori tutto da scoprire.

Destination branding: obiettivi e risultati

Per coinvolgere gli utenti nella narrazione del territorio, è stato lanciato un Contest Digitale chiamato WOWofSicily, con cui si invitavano gli utenti (turisti e comunità residente) a produrre user-generated-content (foto e video) che raccontassero storie ed esperienze vissute nei luoghi più emozionanti di questa destinazione turistica. Il contest è stato promosso organicamente su Facebook ed Instagram e a tutti gli utenti iscritti al database West of Sicily.

È stato inoltre inviato un mediakit a tutti i Comuni della Sicilia Occidentale, in modo che potessero promuovere ulteriormente il contest e attraverso i canali istituzionali delle pro loco. In poco meno di 2 mesi, sono stati caricati oltre 1.000 contenuti sul sito del contest e l’operazione ha generato più di 10.000 interazioni con il brand, contribuendo all’obiettivo di creare una connessione emotiva tra la destinazione, i suoi abitanti ed ospiti.

Contestualmente alla content strategy, è stata implementata l'attività di Mailing & Marketing Automation per mantenere vivo l’interesse degli utenti registrati, raggiungendoli in una fase “calda” con informazioni utili per la pianificazione di un viaggio in Sicilia Occidentale.

Oltre a quelle editoriali, redatte in multi-lingua e tematizzate in base alla stagione, sono realizzate newsletter dedicate alle singole esperienze (sport e benessere, natura, cultura, enogastronomia).
Una volta che l’utente si registra, viene, inoltre, “incanalato” in un percorso di “marketing automation” per cui, dopo l’email di Welcome, è raggiunto, nelle prime settimane, da altri contenuti di Nurturing che fanno “pregustare” i diversi itinerari e combinazioni di esperienze possibili che si possono vivere in Sicilia Occidentale. Attualmente gli iscritti alla Newsletter, grazie anche alle campagne di lead generation attivate, sono 15.000 di cui il 35% dei contatti proviene da paesi stranieri. Il tasso di apertura è mediamente del 39% con un CTR che supera il 15%.

Negli ultimi 12 mesi il brand West of Sicily è cresciuto in presenza digitale, riconoscibilità e capacità di engagement in tutte le fasi del marketing funnel:

Le ricerche della keyword “West of Sicily” sono cresciute del 271% a livello globale, dimostrando che il brand ha iniziato ad essere riconoscibile anche sul panorama internazionale. Dei 16 Milioni di utenti che sono entrati in contatto con il brand sui social, quasi 1 Milione ha interagito con i contenuti pubblicati su Facebook ed Instagram e 1800 gli user generated content prodotti in cui il brand West of Sicily viene menzionato, numeri che mostrano un coinvolgimento della community intorno al brand e ai suoi contenuti. Infine, dei 500.000 utenti atterrati sul sito, 15.000 (pari al 3%) hanno scelto di mantenere un contatto con la destinazione iscrivendosi alla Newsletter e circa il 5% ha fatto una simulazione di viaggio sulla pagina dedicata (https://westofsicily.com/crea-il-tuo-viaggio/).

Anche per le agenzie di marketing arriva, prima o poi, quel momento in cui si avverte la necessità di ripensare al proprio brand. Perché, se tutto va bene, si cresce, e da piccola realtà di “4 amici in un garage” ci si ritrova improvvisamente in 40 e il garage non basta più; perché cambiano i clienti e le loro esigenze - da piccoli diventano, più o meno velocemente, medie e, poi, grandi imprese; perché cambia il mercato e, se sei in un settore come quello del digital marketing, ogni giorno spunta un nuovo trend o aggiornamento (da Chat GPT 1 a 4 è stato un attimo)

Abbiamo capito, insomma, che la nostra identità andava ripensata in funzione dell’evoluzione di DigitalMakers in questi primi 5 anni di attività e delle profonde trasformazioni avvenute nel mercato digitale nel post-pandemia. 

Siamo, quindi, ripartiti dal brand positioning per rispondere alla domanda: qual è l’idea/immagine che vogliamo sia associata oggi alla nostra agenzia e che sia possibilmente differenziante rispetto alle altre 28.000 agenzie digitali presenti in Italia? (​​Fonte: Prometeia su dati Istat) Ovvero: come vogliamo posizionarci nella mente dei nostri clienti?

Come fare brand positioning?

Prendendo a prestito la definizione di Philip Kotler:

“Positioning is the act of designing the company’s offering and image to occupy a distinctive place in the mind of the target market”

Si tratta del processo che porta all’attribuzione di un percepito univoco ad un’azienda e alla sua offerta attraverso la creazione e il consolidamento di un brand nella mente del consumatore, che la renda riconoscibile ai suoi occhi e gli offra una ragione valida per preferire i suoi prodotti/servizi rispetto a quelli dei competitor.

In questo articolo vi racconteremo come siamo arrivati alla definizione del nuovo posizionamento di mercato per la nostra agenzia, ovvero quello di: Growth Agency con un approccio sartoriale al digital marketing. 

Passo 1 - Segmentazione del mercato

Il primo step è stata la segmentazione delle agenzie digitali indipendenti in Italia, attraverso la quale abbiamo individuato 4 cluster:

Agenzie Full-Stack: curano la presenza digitale dei loro clienti a 360gradi: dalla consulenza strategica alla definizione della digital strategy, dal web development fino alla content creation e al digital advertising. Basano la loro value proposition, principalmente, sui valori di Engagement & Brand Experience.

Social Media & Creative Agencies: focalizzate soprattutto sulle attività di social media management & social adv, spesso curano anche la parte di produzione creativa, con output anche di alto livello. Anche in questo caso, la proposta di valore al mercato è centrata sulla capacità di creare connessioni con il consumer finale.

Agenzie di Performance Marketing: agenzie che hanno incentrato la loro value proposition sulla crescita del business online dei loro clienti e focalizzano la loro offerta principalmente sulle attività di Media&Digital adv, SEO e Data Intelligence&Analysis. In questo segmento, rientrano anche le Growth Agencies, un cluster ancora poco esteso in Italia, che si basa su un processo di continue sperimentazioni per accrescere i risultati di business secondo un approccio olistico al customer journey.  

Agenzie verticali: Piccole o medie aziende focalizzate su industries specifiche o su un canale/attività principale (es. video su TikTok)A seguire, concentrandoci su un campione di circa 30 agenzie che rientravano nei 4 cluster individuati, abbiamo lavorato alla mappatura di mercato, analizzando per ognuna di esse diversi parametri tra i quali: i servizi offerti, la proposizione di valore, dimensioni e fatturato, tipo di clienti in portfolio

Incrociando l’analisi di mercato con l’attuale composizione di servizi di DigitalMakers, è emersa l’opportunità di spostarsi verso il versante delle agenzie che incentrano la loro value proposition sulla crescita del business e dei risultati online, ma con il valore aggiunto del modello full-stack grazie ad un team di professionisti con competenze differenziate nell’ambito del digital marketing: dal consultancy/strategy al social media management & content creation, dal media e SEO al data analytics.

Passo 2 - SWOT Analysis e buyer personas

Per validare e completare questa prima ipotesi di posizionamento, abbiamo proseguito nel percorso di marketing strategico con la SWOT Analysis, effettuata dopo aver intervistato un campione di clienti; lavoro che ci ha consentito di approfondire i punti di forza e di debolezza della nostra offerta sul mercato, ma anche le opportunità e le possibili minacce. Dall’ascolto dei decision-maker delle aziende che collaborano con noi, è venuto fuori che, al di là delle competenze tecniche, un fattore molto apprezzato e valorizzato, è la capacità della nostra squadra di lavoro di creare rapporti personali ed informali che, grazie alle frequenti occasioni di scambio con il cliente e al livello degli output prodotti, viene percepita come una vera e propria ’estensione del suo team. Un altro elemento che non ci saremmo necessariamente aspettati è che l’essere “made and based in Sicily” sia percepito, non come un elemento “neutro”, ma come un plus da diversi clienti, soprattutto non siciliani. 

Le interviste ai clienti, unitamente alle informazioni che sono emerse dagli Analytics e insight interni, oltre che dai colloqui con il team account, ci hanno permesso di ricostruire le Buyer Personas, ovvero i profili dei clienti ideali rappresentati in modo realistico, non solo in termini socio-demografici, ma di obiettivi,esigenze, sfide e difficoltà. Le domande che abbiamo posto ai soggetti intervistati sono state suddivise in 4 macro-categorie: 

Informazioni personali: il livello di dati più basilare da includere nel profilo (età, livello di istruzione, posizione professionale, interessi)

Influenze e fonti di informazione per identificare il buyer's journey del cliente ideale, abbiamo indagato le piattaforme su cui si informa e dove ricerca soluzioni.

Goal, sfide e responsabilità sul lavoro: per indagare i temi più “caldi” per la costruzione della proposta al mercato. Rientrano in questa area le domande quali: “cosa significa aver successo nel tuo ruolo”?; “quali sono i “pain points” che ti piacerebbe aver risolti”?; “come vengono misurati i risultati del tuo lavoro?”

Focus DigitalMakers: per andare più a fondo sulle motivazioni/bisogni che hanno portato i nostri clienti a sceglierci la prima volta, nonché sugli aspetti positivi, livello di soddisfazione ed aree di miglioramento della nostra collaborazione.Da questo lavoro sono emersi 3 profili di clienti ideali, che abbiamo descritto utilizzando il seguente template.

Passo 3 - Value Proposition Canvas

A questo punto, abbiamo messo insieme i “pezzi del puzzle” e abbiamo ricostruito la proposta di valore di DigitalMakers utilizzando il framework del “Value Proposition Canvas”: uno strumento di business design che consente di focalizzare la promessa al mercato sui reali bisogni e vantaggi ricercati dai potenziali clienti, mettendoli in relazione diretta con il valore che l’azienda può offrirgli.

Il Value proposition Canvas è composto da due macro-blocchi:

I punti-chiave che sono venuti fuori da questo lavoro e che ci hanno consentito di ripensare al nuovo posizionamento di mercato e relativa proposta di valore di DigitalMakers sono stati, in sintesi, i seguenti:

Tutto questo abbiamo iniziato a raccontarlo a partire dal nostro nuovo sito.

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con OpenAI

Nel marketing digitale del 21° secolo, una nuova tendenza sta emergendo in maniera sempre più evidente: il focus sulla crescita. Le aziende stanno aumentando gli investimenti nella ricerca di strumenti, metodologie e partner utili per far crescere il loro business in maniera rapida, misurabile e sostenibile, e spesso si affidano a Growth Agencies per raggiungere questo obiettivo.

Una Growth Agency come Digital Makers è una nuova tipologia di agenzia di marketing digitale che non si limita a sviluppare contenuti, campagne digitali, strategie SEO e altre attività tradizionali. Le Growth Agencies si focalizzano sull’intero funnel di vendita attraverso un team interfunzionale composto da diverse figure professionali con competenze in diversi ambiti tra cui: data analysis, copywriting creativo, performance advertising, SEO, customer acquisition. In questo articolo, esamineremo più da vicino cosa sono le Growth Agencies, le loro metodologie e alcuni benefici che le aziende possono trarre effettivamente da queste agenzie.

La differenza tra una Growth Agency e un'agenzia di Marketing

Una Growth Agency si differenzia da una tradizionale Agenzia di Marketing o da una Digital Agency per vari motivi. Il principale è che le Growth Agencies si concentrano sulla crescita del business dei propri clienti attraverso la tecnologia e strategie di ottimizzazione. Le Growth Agencies sono specializzate in data-driven insights, analisi approfondite e performance-based marketing, senza tralasciare lo sviluppo di contenuti di qualità e la capacità di fornire consulenza strategica al clienteLe agenzie tradizionali di marketing solitamente hanno dei team con competenze diversificate per area e si occupano di interventi specifici: sviluppo siti, gestione campagne online, social media marketing. Sono  in grado di operare in modo efficiente e produrre risultati misurabili, ma le ultime tendenze nel marketing digitale hanno portato i clienti a richiedere risultati più tangibili quando si tratta di generare impatto sui propri business. Ecco perché le Growth Agencies si concentrano sulla crescita del business, offrendo soluzioni altamente personalizzate e specifiche in base agli obiettivi del cliente attraverso un approccio che si concentra sull'intero funnel di conversione e non solo su alcune delle sue specifiche fasi (acquisizione, ma anche su engagement e retention).

Continua a leggere per scoprire quali sono le attività e vantaggi di una growth agency.

I servizi di una growth agency

I servizi di una Growth Agency sono progettati per aiutare le aziende a raggiungere i loro obiettivi di crescita. Il Growth Marketing punta, nello specifico, a migliorare l’intero percorso del cliente (o “customer journey”) con soluzioni rapide e data-driven da apportare attraverso un processo di analisi e continua sperimentazione.

Vediamo adesso le attività di cui una Growth Agency si occupa nello specifico:

L’analisi dei dati e definizione degli obiettivi

Uno dei servizi più cruciali offerti da una growth agency è quello di analizzare i dati, sia qualitativi che quantitativi, per comprendere il mercato ed il target del cliente ed aiutarlo a settare obiettivi di marketing funzionali al raggiungimento dei suoii business goals. Utilizzando i dati da fonti quali Google Analytics, Business Manager, WordStream, Clickbank ma anche dal CRM e dati interni del cliente, le Growth Agencies sono in grado di definire una mappatura del pubblico e del suo customer journey con l’obiettivo di ottimizzarne il processo attraverso un approccio che prevede rapide sperimentazioni. In questa fase, si definiscono anche gli obiettivi da raggiungere e i KPI e metriche chiave da tracciare per monitorare l’avanzamento.

La creazione e lancio delle campagne di marketing digitale e dei test A/B

Il Growth Marketing ha l’obiettivo di ottimizzare il budget a disposizione del cliente. La Growth Agency non punta, quindi, ad investire su tutti i canali di marketing ma, in base a quanto emerso dalla fase di analisi, effettua una selezione dei canali da testare in considerazione del mercato del cliente, del target di riferimento e della tipologia di prodotti e servizi che offre.

Segue, quindi, l’ideazione, implementazione e lancio delle campagne di marketing digital sulle piattaforme selezionate (social media, SEM, email marketing etc). Verranno effettuati su questi canali esperimenti e test A/B per valutarne l’efficacia in termini di costi/risultati.

La misurazione dei risultati e il miglioramento continuo

Dopo la creazione e lancio delle campagne online, l'agenzia si occupa del loro monitoraggio ed ottimizzazione. Tutti i dati raccolti durante la fase test saranno analizzati per individuare le priorità, “raddrizzare il tiro” per i prossimi lanci e ottimizzare così il processo di crescita. 

Per misurare i risultati, le Growth Agencies utilizzano vari strumenti e metriche per avere una visione approfondita del rendimento delle campagne. Ad esempio: l'analisi dei tassi di conversione, il numero di visite e i tassi di rimbalzo sui siti, i tassi di click-through, il tempo di permanenza sul sito. Monitorare i risultati aiuterà la growth agency ad identificare le aree in cui è necessario apportare un ulteriore lavoro di ottimizzazione per raggiungere obiettivi più ambiziosi.

Le growth agency si concentrano, quindi, sull'ottimizzazione continua per aiutare i clienti ad ottenere i risultati desiderati. Li mantengono aggiornati durante ogni singola sperimentazione e forniscono report di aggiornamento costanti per affinare le strategie di marketing digitale.

I vantaggi di una growth agency

Abbiamo quindi capito di cosa si occupa una growth agency: disegnare strategie di crescita che abbiano un impatto effettivo sul business dei loro clienti, fornendo una gamma di servizi tarati per generare ricavi sostenibili, indipendentemente dalle dimensioni dell'azienda.

Scopriamo adesso quali sono i vantaggi di rivolgersi ad una Growth Agency.

Aumento del traffico, delle conversioni e delle vendite

Uno dei primi vantaggi è la capacità di generare un aumento del traffico, delle conversioni e delle vendite, una maggiore redditività ed una diminuzione dei costi legati all'acquisizione di clienti. Inoltre, le aziende possono beneficiare anche del risparmio di tempo, denaro e risorse, in quanto possono accedere a competenze e conoscenze tecniche  di un team interfunzionale che lavora all’obiettivo di generare un impatto su tutte le fasi del funnel di vendita per favorire la crescita del business.

Risparmia tempo, denaro e risorse. La scalabilità il vero punto di forza

Per poter generare risultati sul business del cliente, il Growth Marketing deve garantire una crescita scalabile ossia, deve poter essere ripetuto più e più volte. Un business è, infatti, scalabile quando il processo impiegato per la sua creazione può essere replicato 10, 20 o 30 volte ancora. 

In definitiva, rispetto alla gestione interna, una growth agency offre ai propri clienti l'opportunità di lavorare con un team interfunzionale che ragiona in modo sistemico ed è focalizzato sull’incremento dei KPIs concordati, aiutando così l'azienda ad ottenere i risultati desiderati in tempi più brevi e con un budget possibilmente più contenuto. Di conseguenza, lavorare con una growth agency può fornire alle aziende diverse opportunità per raggiungere una crescita sostenibile nel lungo periodo.

Cos'è una Growth Agency: riassunto

Le Growth Agencies sono una nuova tipologia di agenzie di marketing digitale che, grazie ad un approccio olistico, sono in grado di sviluppare e applicare tecniche di marketing innovative che possono determinare una crescita  significativa, veloce e a costo contenuto del business dei propri clienti. Queste agenzie offrono una serie di servizi specializzati, tra cui analisi dei dati, pianificazione e lancio delle campagne digitali, misurazione e ottimizzazione dei risultati. Una Growth Agency può portare alle aziende vantaggi come un aumento del traffico, delle conversioni e delle vendite, una maggiore redditività, una riduzione dei costi legati all'acquisizione di clienti ed un risparmio di tempo, denaro e risorse. In conclusione si tratta di una soluzione efficace per far crescere il proprio business online.

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