Nel panorama in continua evoluzione dei social media, TikTok è emerso come la piattaforma più influente, specialmente tra le giovani generazioni. Uno dei trend più interessanti che ha preso piede su TikTok è il ritorno della moda e della cultura degli anni 2000, noto come Y2K. Questo fenomeno, spinto dalla GenZ, non ha solo riportato in auge stili e tendenze di un'epoca passata, ma ha anche creato nuove opportunità di marketing.

La Gen Z guarda con nostalgia ai programmi televisivi dei primi anni 2000, come "Friends" e "Sex and the City", sperimentando così un mondo pre-social media.

Ma questo richiamo al passato non si limita solo all'intrattenimento: si estende anche al mondo della tecnologia e del marketing.

Esploriamo come questo retro-trend sta conquistando TikTok e quali strategie di marketing possono essere adottate per sfruttare al meglio l'effetto nostalgia.

Retro-trend di TikTok: le generazioni a confronto

TikTok è una piattaforma che unisce generazioni diverse attraverso la condivisione di contenuti brevi e coinvolgenti. Mentre la GenZ è la principale forza trainante, i Millennial non sono da meno nel partecipare e influenzare i trend.

@lilmark_m256

Gen z vs Millennial 😭

♬ original sound - lilmark

Il fenomeno Y2K su TikTok rappresenta un esempio perfetto di come queste due generazioni interagiscono e si influenzano a vicenda.

Per la GenZ, nata alla fine degli anni '90 e all'inizio degli anni 2000, il trend Y2K rappresenta una sorta di esplorazione culturale di un'epoca di cui hanno solo ricordi infantili o racconti indiretti. Per i Millennial, invece, è un viaggio nostalgico verso la loro adolescenza e giovinezza.

Questa dinamica intergenerazionale crea una miscela unica di contenuti, dove la reinterpretazione moderna degli stili passati viene accolta con entusiasmo sia da chi quei tempi li ha vissuti, sia da chi li scopre per la prima volta. Un esempio concreto è il TikTok trend del GenZ Shake vs Millennial Pause.

La Millennial Pause è un retaggio dell’era pre-digitale, quando i video venivano registrati su VHS o con le prime videocamere digitali ed era necessario attendere un attimo per far partire la registrazione e assicurarsi che non ci fossero interruzioni all’inizio. Un’abitudine rimasta impressa nei Millennial, che la portano avanti anche nell’era degli smartphone, dove in realtà è inutile.

Secondo alcuni esperti, potrebbe anche essere interpretata come un segno di disagio e spaesamento di fronte ai nuovi mezzi di comunicazione, un modo per cercare di adattarsi, di prendere fiato prima di immergersi nel flusso frenetico dei social.

La “Millennial Pause” si contrappone al “Gen Z Shake”, il tremolio del telefono che la Generazione Z spesso fa prima di iniziare a registrare un video. Un gesto che, secondo alcuni, serve a dare un’impressione di spontaneità e autenticità, anche se in realtà l’inquadratura è spesso studiata a tavolino.

Y2K: nostalgia oppure opportunità di marketing?

Il trend Y2K non è solo una moda passeggera, ma rappresenta un'opportunità di marketing significativa. Le aziende possono sfruttare questa ondata di nostalgia per connettersi con il pubblico in modi autentici e creativi.

La chiave è capire come differenziare l'approccio a seconda del target: mentre i Millennial possono essere attratti da messaggi che evocano ricordi e sentimenti, la GenZ potrebbe essere più interessata a reinterpretazioni fresche e innovative degli stili Y2K.

@nogood.io

Gen Z nostalgia: the #y2k phenomenon ✨ #genz #genzemployee #y2kaesthetic #y2knostalgia #2000s #trendy #genzemployee #digitalmarketing

♬ Flowers - Miley Cyrus

Un trend per il settore fashion

Il settore della moda è uno dei più grandi beneficiari del trend Y2K su TikTok. Brand e designer stanno riportando in auge capi iconici degli anni 2000, come i jeans a vita bassa, le minigonne, e gli accessori vistosi.

Influencer di TikTok, con milioni di follower, giocano un ruolo cruciale nel promuovere questi stili, creando lookbook digitali che mescolano il vintage con il moderno. Le campagne di marketing possono capitalizzare su questa tendenza collaborando con influencer per creare collezioni capsule ispirate agli anni 2000 o lanciando sfide di moda (fashion challenges) che incentivano gli utenti a ricreare look Y2K.

Un esempio di successo è la campagna di Depop, un'app di rivendita di abbigliamento, che ha utilizzato TikTok per promuovere capi vintage e sostenibili, attirando sia la GenZ che i Millennial.

@itsmadonnavintage

5 cose che non sai sulla moda y2k 🦋 🦋 🦋 #y2kaesthetic #y2kfashion #titokfashion #storiavera #fashiontips #modaanni2000 #vintagevibes #wearetiktok #style #fashionstylist #modernvintagestyle #loltiktok #urbanstyle #vestitivintage #fashionweek #vintagelovers #loveyourself #vestitioutfit #greenscreen

♬ Creepin' - Metro Boomin & The Weeknd & 21 Savage

La nostalgia Millennial per la tecnologia

Oltre alla moda, un altro aspetto cruciale del trend Y2K è la tecnologia.

I Millennial, in particolare, provano una forte nostalgia per i gadget e i dispositivi tecnologici della loro adolescenza, come i primi telefoni cellulari, i lettori MP3, e i computer portatili con schermi ingombranti. Le aziende sfruttano questa nostalgia tecnologica nei loro sforzi di marketing, come ha fatto di recente Apple con le sue AirPods Max, reinterpretando le cuffie cablate tipiche degli anni ‘90.

Le aziende creano campagne pubblicitarie che richiamano i vecchi spot televisivi o le interfacce grafiche di Windows 98. Inoltre, il packaging di nuovi prodotti viene ridisegnato per evocare l'estetica dei primi anni 2000. La campagna "Only One" di Nokia, che ha rilanciato il celebre telefono 3310, è un esempio perfetto di come la nostalgia possa essere utilizzata per attrarre una nuova generazione di consumatori.

Il mito della disconnessione

Gran parte dell'attrattiva per questi gadget old-tech risiede nel loro design essenziale. In un articolo di gennaio 2024, la giornalista tecnologica Kashmir Hill ha scritto un brillante editoriale sul New York Times, dove narra le gioie e le difficoltà di un mese trascorso utilizzando T9 e suonerie polifoniche. Una lettura consigliata a chi sottovaluta l'impatto che una scelta simile può avere sulla vita quotidiana.

A proposito, quando è stata l'ultima volta che vi siete mossi senza utilizzare Google Maps? Ecco.

I telefoni "dumb" rappresentano per la Gen Z il sogno di un mondo che non hanno mai conosciuto: un mondo disconnesso. Non sorprende che il ritorno di questi dispositivi coincida con il trend della digital detox. Il riposo creativo e la disintossicazione digitale si riferisce a un periodo in cui si decide di staccare la spina dai dispositivi come smartphone, tablet, computer e dai social media, con l'obiettivo di ripristinare un equilibrio tra la vita digitale e quella reale.

Anche marchi apparentemente estranei alla questione, come Heineken, sempre attenti al tema della socialità e della condivisione, han colto l'occasione: in occasione della Design Week, l'azienda ha presentato in anteprima mondiale, in collaborazione con Bodega, The Boring Phone – il telefono noioso – prodotto da HMD e progettato per incoraggiare i giovani a scoprire che la loro vita sociale può essere vissuta in modo più autentico con meno distrazioni sui telefoni.

@streetcents

Trying to switch to a flip phone for more than just aesthetic reasons ☎️ #FlipPhone #Y2KAesthetic #DigitalDetox #WellnessJourney #StreetCents

♬ original sound - CBC Street Cents

Il fenomeno Y2K dimostra come i trend generazionali possano essere utilizzati in modo efficace nelle strategie di marketing. Comprendere le dinamiche tra la GenZ e i Millennial permette alle aziende di creare campagne mirate che sfruttano l'effetto nostalgia in modo autentico e coinvolgente. Mentre la moda e la tecnologia rimangono i settori più evidenti, l'applicazione di questi principi può estendersi a vari ambiti, offrendo infinite possibilità di innovazione e connessione con il pubblico.

Negli ultimi anni i podcast hanno registrato una popolarità in costante crescita, trasformandosi da un formato di nicchia a un’opportunità concreta per le strategie di marketing digitale.

La loro capacità di coinvolgere e fidelizzare un pubblico di utenti attraverso contenuti fruibili sempre e ovunque, li rende uno strumento molto potente per i marketer.

In questo articolo esploreremo cosa sono i podcast e i motivi della loro popolarità, ma anche chi sono gli ascoltatori tipo e quali le piattaforme più diffuse. Infine, vedremo come integrare efficacemente i podcast nelle strategie di marketing omnicanale.

Cosa sono i podcast

I podcast sono programmi audio resi disponibili online che possono essere ascoltati in streaming o scaricati in locale sui propri dispositivi. Coprono una vasta gamma di argomenti, dai notiziari ai talk di attualità, fino alle storie fiction e alle lezioni sui topic più disparati. Offrono contenuti per tutti gli interessi e la loro facilità di accesso li rende un mezzo di comunicazione flessibile e altamente personalizzabile in base al proprio target.

Tra gli elementi che ne hanno permesso la nascita riconosciamo l’avvento di internet, la commercializzazione dell’Apple iPod e, più in generale, la digitalizzazione degli strumenti per la produzione audio. Da qui il termine "podcast", che altro non è che l’unione delle parole iPod (sì, quello Apple) e broadcast, trasmissione.

La rivoluzione rispetto alla radio? Sta tutta nella sua modalità di fruizione on-demand, libera da luoghi e, grazie alla possibilità di scaricare i contenuti, anche libera dalla rete. Un nuovo modo di informarsi, istruirsi e intrattenersi, a prescindere da dove ci si trova.

La crescita del formato podcast

Da quando nel 2004 venne usato per la prima volta il termine podcast, la crescita di questo formato ha continuato a registrare dati in crescita costante.

Solo nel luglio 2021 il 31% degli italiani, pari a circa 9,3 milioni, dichiarava di aver ascoltato almeno un podcast nel mese precedente (indagine IPSOS su un campione di 2.300 persone di età compresa tra i 16 e i 60 anni). Nel 2023, la nuova ricerca condotta su un campione dalle caratteristiche demografiche sovrapponibili, registrò un ulteriore aumento dei dati di ascolto, con il 39% di italiani che ha ascoltato almeno un podcast nel mese precedente (11,9 milioni). Questi dati evidenziano come il podcasting stia diventando una parte sempre più rilevante del consumo di contenuti digitali.

Ma a cosa può essere attribuito il successo dei podcast? Vediamolo insieme:

I podcast più ascoltati in Italia

Come visto in precedenza, in Italia i podcast hanno conquistato un pubblico vasto che si conferma interessato al formato. Tra i podcast più ascoltati in Italia troviamo:

Podcast: l'aspetto audio del marketing

Il podcast è uno strumento prezioso per le strategie di marketing, perché rappresenta una dimensione unica per creare una connessione più profonda con la propria audience, giungendo a un rapporto quasi personale con il target.

Vediamo insieme quali sono i principali vantaggi del podcast marketing:

L’audience moderna ha esigenze nuove ed ecco perché il podcast marketing sta registrando tanto successo a discapito della radio tradizionale: perché è uno strumento flessibile e versatile in grado di adattarsi alla società che cambia.

Secondo il report Spotify del 2023, il 76% dei GenZ vede i podcast come un mezzo che avvicina le persone alla cultura rappresentando una fonte di informazioni più autorevole, nonché come uno strumento per approfondire rapidamente argomenti che non vengono affrontati a scuola.

Inoltre, il 44% dei Gen Z ammette di avere una maggiore fiducia degli annunci ascoltati su Spotify rispetto a quelli dei social media, in quanto percepiscono questo spazio più affidabile per scoprire nuovi prodotti e servizi.

Secondo Gaia Passamonti, autrice di "Podcast marketing", la forza dei podcast starebbe in queste 4 caratteristiche, che li differenzierebbe dalla radio:

Un aspetto di cui tener conto quando si parla di podcast marketing è il fatto che sì, i podcast sono utili per fare informazione e intrattenimento, ma sono soprattutto uno strumento di marketing.

Rappresentano un canale utilissimo per diffondere i valori del proprio brand e per rafforzarne l’awareness: basti pensare che l’81% degli ascoltatori compie un’azione verso il brand al termine della riproduzione. Le azioni possono essere tra le più semplici, come connettersi con il brand sui social media, alle più concrete, come cercare un prodotto online o parlare del podcast, e dunque del brand, ad altre persone.

Podcast marketing: l'abbiamo usato in strategia

Abbiamo visto che integrare i podcast nella propria strategia di marketing può risultare particolarmente efficace in svariati settori. Noi abbiamo sviluppato una strategia su misura per un nostro cliente del settore turismo: West of Sicily.

West of Sicily è il portale di promozione territoriale del Distretto Turistico della Sicilia Occidentale volto allo sviluppo turistico di questa parte del territorio siciliano.

Andiamo a dare un'occhiata a come ci siamo mossi per inserire il podcast di West of Sicily nella strategia di marketing del Distretto:

Individuazione degli obiettivi
È stato scelto di orientare le attività al seguente obiettivo: far conoscere la Sicilia Occidentale come meta turistica al pubblico italiano e estero.

In conclusione, il podcast marketing non è solo un trend passeggero, ma una componente strategica in forte crescita che offre innumerevoli opportunità per coinvolgere e fidelizzare il pubblico. Sfruttare il potere dei podcast può aiutare le aziende a raccontare la propria storia in modo autentico e avvicinare il brand ai consumatori, consolidando relazioni durature e di valore.

Negli ultimi tempi, stiamo assistendo alla grande evoluzione dell'intelligenza artificiale che sta aprendo le porte a nuovi scenari professionali catapultandoci in ciò che sembra essere già il futuro.

Tema caldo, caldissimo: l'intelligenza artificiale (IA) è il risultato di studi e ricerche scientifiche in ambito informatico e non solo. Sotto l’etichetta “artificial intelligence” rientrano tutti quei sistemi intelligenti, per l’appunto, in grado di imitare le capacità cognitive umane, come l'apprendimento, il ragionamento e la risoluzione di problemi.

Si è parlato di impatto sul mercato del lavoro, licenziamenti di massa, competenze che presto non saranno più richieste, e di veloci salti in avanti verso una società che non sarà più costretta a lavorare perché l’intelligenza artificiale potrà prendersi carico di tutti quei mestieri per cui è richiesta forza fisica o grandi livelli di analisi e calcolo.

L'intelligenza artificiale ci ha già stupito con strumenti di lavoro alla portata di tutti e con app che permettono anche ai meno creativi di cimentarsi in musica e svariate espressioni artistiche.

In questo articolo abbiamo voluto delineare lo stato delle cose: scopriremo quali tipi di AI esistono a tutt’oggi, a cosa serve l’intelligenza artificiale e come possiamo usarla nel digital marketing.

Le immagini di questo articolo sono tutte generate con l'intelligenza artificiale di Canva. Ci siamo divertiti a interrogare l'IA e a scoprire i risultati delle nostre richieste.

Che cos'è l'intelligenza artificiale?

Partiamo dalle basi. Esistono diverse definizioni di intelligenza artificiale, ma in generale si può affermare che si tratta di un'ampia gamma di tecnologie che consentono ai computer di svolgere attività che tradizionalmente richiedono l’intervento dell’intelligenza umana.

Quando parliamo di AI, cosa intendiamo realmente? L’intelligenza artificiale trova già applicazione nei settori della sanità, finanza, produzione, trasporti, retail e chi più ne ha più ne metta. Attualmente, l’utilizzo dell’artificial intelligence si è sviluppato in queste forme:

In un’analisi pro e contro, tra i potenziali benefici emergono anche alcune preoccupazioni. Se da un lato l’AI sembra poter aumentare la produttività e l'efficienza umane, migliorando anche la qualità dei servizi offerti e contribuendo a snellire la comunicazione verso i consumatori, dall’altro si teme che l’uso dell’intelligenza artificiale possa violare la privacy ed esulare il controllo umano.

I timori verso uno strumento nuovo e potentissimo che, oltretutto, imita le capacità umane sono del tutto leciti, anche se a volte estremi. Resta comunque il fatto che l’intelligenza artificiale segue sviluppi molto rapidi e che abbiamo contatti con strumenti che utilizzano l’IA quotidianamente, solo che non sempre lo sappiamo!

Fun fact: alla richiesta di creare un'immagine di un uomo con uno smartphone in mano, abbiamo ottenuto una donna che guarda con attenzione il retro del suo telefono!

Intelligenza artificiale e digital marketing

L'applicazione dell’IA nel settore del marketing digitale sfrutta principalmente la capacità di raccolta di dati, di elaborazione del linguaggio naturale, ma anche il machine learning e l'analisi dei dati per ottenere approfondimenti sui clienti e competitor, e svariate automazioni.

Il vantaggio dell'IA è che permette di ottenere rapidamente informazioni sui comportamenti dei clienti raccogliendo grandi quantità di dati. Questi dati possono essere utilizzati per rispondere e adattarsi alle esigenze dei clienti in base alle loro azioni e preferenze.

L’AI, infatti, può analizzare azioni, fare previsioni dei comportamenti per conoscere le preferenze, le abitudini e i bisogni degli utenti. Sembra un sogno, vero? Pensate a quanto tempo si può dedicare ad altro, mentre l’intelligenza artificiale elabora dati e tira le somme, dando suggerimenti e consegnando ai marketer strategie già ottimizzate per il funnel marketing o il customer journey di quei precisi consumatori, sia sul versante siti sia nell’ambito di annunci e copywriting.

E non finisce qui perché l’intelligenza artificiale è anche in grado di adattarsi e migliorare nel tempo utilizzando feedback e nuovi dati.

Non dimentichiamoci che l’intelligenza artificiale non soppianta il ruolo umano: si tratta di uno strumento, una tecnologia che ci permette di potenziare le nostre stesse capacità di analisi e di strategia riducendo i tempi di produzione e di messa a terra degli output. C’è da aggiungere che, in particolar modo per gli strategist, è proprio la competenza in carne e ossa a fare la differenza in termini di efficacia e di applicazione.

In soldoni, i marketer sono essenziali proprio per il loro tocco umano!

L’intelligenza artificiale generativa: in breve, cos’è e a cosa serve

L’intelligenza artificiale generativa è forse quella più chiacchierata nel settore del marketing digitale. Questo tipo di intelligenza, infatti, utilizza modelli avanzati di machine learning e deep learning per creare dati nuovi e originali sulla base del comando, o prompt, che le viene fornito.

A differenza di altre forme di IA che si concentrano sull'analisi o sulla classificazione dei dati, il modello generativo crea nuovi contenuti che non esistono nei dati su cui è stato addestrato.

Principalmente, chi si occupa di marketing digitale può sfruttare questo tipo di intelligenza per generare testi, non a caso stiamo assistendo a una vera e propria guerra dei prompt, quindi per scrivere articoli, rispondere a domande, creare storie, trovare ispirazione per le strategie di marketing, avere caption bell’e pronte e persino scrivere codice, oppure creare immagini e comporre musica.

Nel dettaglio tecnico, l’intelligenza artificiale generativa utilizza vari modelli di machine learning, tra cui:

I tool IA più utilizzati nel digital marketing al momento

Designer, social media manager, copywriter, SEO specialist, advertiser di tutti i canali hanno a disposizione un ventaglio di tool che operano in regime di intelligenza artificiale e che aiutano nel proprio lavoro quotidiano.

Nonostante l’hype generato da ChatGPT che può essere lo strumento di intelligenza artificiale generativa più discusso, ce ne sono molti altri che aiutano i marketer nei loro ruoli quotidiani. Possono aiutare i marketer in una varietà di funzioni, dalla generazione di contenuti all'automazione, alla SEO e al design.

Ecco alcuni degli strumenti di IA attualmente più consigliati da chi li usa ogni giorno:

Sguardi "ammiccanti" e duck face sembrano essere la prima scelta per l'intelligenza artificiale a cui abbiamo chiesto di realizzare un'immagine che mostrasse la bellezza.

AI per il marketing: come si comportano i brand

Cavalcare l’onda dell’IA generativa? Sì, molti brand l’hanno già fatto e, in alcuni casi, con risultati ironici e risvolti virali.

In barba all’importanza dell’impatto dell’intelligenza artificiale sulla nostra vita quotidiana digitale, sono tante le aziende che hanno scelto di giocare con l’AI per le proprie campagne di marketing, dando per scontato che tutta l’utenza fosse sul pezzo. D’altro canto, si sente parlare di intelligenza artificiale anche in televisione, nonostante il fenomeno abbia la sua vera grande eco online.

Se a livello mondiale ci si aspetta che gli sforzi verso l'implementazione dell'intelligenza artificiale generativa portino a una maggiore efficienza e produttività, tra riduzione dei costi e il miglioramento dei prodotti e servizi esistenti, i brand hanno invece già sfruttato l’IA ma in modo strategico per la promozione di prodotti e stimolo alla notorietà dei propri marchi.

È il caso di Heinz, potentissimo brand del settore food con un ketchup che non ha bisogno di grandi presentazioni. Heinz ha sfruttato l’intelligenza generativa per confermare come il suo marchio iconico sia persino noto all’IA.

https://youtu.be/LFmpVy6eGXs?si=D60r0deEO7XAUFPI

Divertendosi e rendendo i confini tra realtà e artificialità ancora più blandi, Virgin Voyages ci porta nel dietro le quinte della campagna che vede protagonista JLo. In questo caso si esplicita già che l’ambassador sarebbe stata artificiale, ma attraverso i reali attori Virgin Voyages spinge sui plus dei propri viaggi rivolgendosi a diversi target.

https://youtu.be/1vZRVFUpFws

Un altro brand che ha sfruttato la scia delle novità portate dall’intelligenza artificiale è Dove con la sua campagna di riflessione sull’impatto delle immagini generate artificialmente. In linea con i suoi valori, infatti, Dove esprime seri dubbi sugli standard di bellezza che in automatico l’IA crea se interpellata, giocando sull’uso dei prompt e la mission del Brand.

https://youtu.be/sD-R2OzcleQ?si=0GoGeSKFoo2WGy2M

Quindi, invece di utilizzare l’intelligenza artificiale “solo” come strumento per l’output di tutte le attività di marketing, i brand più coraggiosi hanno utilizzato il clamore creato da questi stessi tool di generative AI per la loro comunicazione, strappandoci sicuramente un sorriso.

Un sorriso, però, ce lo strappa anche sapere che grazie all’intelligenza artificiale riusciamo già a targettizzare meglio, a portare gli utenti a un'interazione migliore e a spendere in modo più performante il budget.

A quanto sembra, per l'intelligenza artificiale lo scenario del futuro dell'IA ha il volto di una donna astronauta, bionda con gli occhi azzurri dallo sguardo nostalgico.

Come si evolverà l'intelligenza artificiale?

Secondo i trend e statistiche raccolti da Forbes, il mercato dell’IA può raggiungere i 407 miliardi di dollari entro il 2027.

Sappiamo già, perché noi stessi siamo spettatori, che il campo dell'intelligenza artificiale è in rapida evoluzione ed attualmente è complesso disegnare gli scenari futuri.

Ciononostante, è chiaro che l'IA continuerà a svolgere un ruolo importante nelle nostre vite nei prossimi anni e bisogna tenersi al passo, aggiornandosi sulle potenzialità dei tool di AI, sulle loro applicazioni e le svariate implicazioni.

Infatti, anche in Italia il mercato dell'intelligenza artificiale è in crescita, con un valore stimato di 5,7 miliardi di euro entro il 2025, mentre almeno un italiano su 4 ha già interagito una volta con ChatGPT.

Quindi, se da un lato è difficile esporsi delineando scenari futuristici in cui, tra macchine volanti robot umanoidi, l’essere umano non dovrà più lavorare, dall’altro possiamo già dire che l’intelligenza artificiale si è già insinuata sottopelle, almeno digitalmente parlando.

Forse non ce ne siamo neanche accorti, forse ne siamo più consapevoli, in ogni caso l’IA è già qui e con un risvolto inaspettato: portarci a una riflessione, più ampia, su noi stessi.

Per chiudere, abbiamo chiesto a Chat GPT “Come si evolverà l'intelligenza artificiale?”, giusto per sapere cosa ne pensa a riguardo: il risultato? Un breve trattato generato con la stessa passione di Nostradamus, speriamo però più oggettivo.

"L'evoluzione dell'intelligenza artificiale (IA) è un argomento affascinante e complesso, con molteplici direzioni di sviluppo. Ecco alcune delle principali aree in cui l'IA potrebbe evolversi nei prossimi anni:

L'IA è destinata a evolversi in modi che oggi possiamo solo immaginare, con un potenziale enorme per trasformare quasi ogni aspetto della società. Tuttavia, questa evoluzione dovrà essere gestita con attenzione per massimizzare i benefici e minimizzare i rischi".

 

Tutti abbiamo assistito al boom di Threads, la nuova app di Instagram che, in poco tempo, ha cambiato il modo di comunicare online.

Dal suo lancio, avvenuto il 5 luglio 2023, ha registrato circa 95 milioni di threads e più di 190 milioni di like nelle prime 24 ore e raggiunto i 2 milioni di utenti nelle prime due ore, superando in questo modo il benchmark di 1 milione di utenti in cinque giorni.

In un mondo sempre in evoluzione, è essenziale rimanere al passo con le tendenze e capire come sfruttarle al meglio in particolar modo, se nel momento in cui nasce una nuova funzionalità che può ampliare l’uso del digitale, tutti corrono a esplorarla e disegnarne i futuri possibili risvolti.

In questo articolo ci tuffiamo nelle caratteristiche e nelle potenzialità di Threads, confrontandole con il social che ha fatto storia e cercando di capire cosa rende questa applicazione così speciale.

Mettetevi comodi, il viaggio sta per iniziare!

Che cos'è Threads di Instagram?

Partiamo dall’inizio e vediamo subito di cosa si tratta. Threads di Instagram, lanciato in Europa a dicembre 2023, nasce dall’idea di poter comunicare in modo diretto e semplice con i propri amici, condividendo così ogni piccolo momento.

Progettato per essere un'estensione naturale di Instagram, ma con un tocco di esclusività, lo possiamo immaginare come un pub dove gli amici più stretti si riuniscono per un aperitivo e iniziano a condividere foto, video in modo rapido e diretto.

Tra le sue funzionalità, una che ha conquistato gli utenti è la possibilità di creare post o rispondere agli utenti con una nota vocale di 30 secondi, proprio come WhatsApp. Una vera e propria novità nel mondo social che permette di comunicare in modo autentico e veloce.

Con la sua interfaccia intuitiva semplifica il processo di condivisione, offrendo a tutti gli utenti un’esperienza autentica, incentrata sulle relazioni personali.

Threads offre funzioni che permettono di aggiornare rapidamente il proprio stato e creare dei sondaggi, rendendo la comunicazione più immediata e personale.

Threads vs X

A questo punto direte che non è altro che la copia di X (ex Twitter per i Millennial). Prendete popcorn o patatine e analizziamo insieme le differenze dei due social.

X è stato recentemente acquisito e ribattezzato da Elon Musk. È conosciuto come il social dove poter avviare conversazioni pubbliche e scambiare idee con utenti di tutto il mondo. Su X è possibile seguire gli argomenti di tendenza, grazie agli appositi hashtag e alla sua sezione dedicata; in questo modo gli utenti possono seguire le notizie del mondo in tempo reale.

Ma ricapitoliamo le differenze:

Threads

X (Twitter)

Entrambi i social offrono agli utenti esperienze uniche e differenti tra loro. La scelta di quale social utilizzare dipende dalle esigenze e dalle preferenze degli utenti. Quindi non c’è un social migliore dell’altro, tutto dipende da con chi si vuole interagire.

Quando usare Threads in strategia

Abbiamo parlato di cos’è Threads, delle sue caratteristiche e se è paragonabile a X, adesso vediamo quando usarlo per una strategia marketing. Il suo utilizzo potrebbe rivelarsi utile in diversi contesti.

Facciamo una lista:

Threads permette di dare un tocco personale alla comunicazione e instaurare un legame più forte!

Casi di successo: le aziende utilizzano Threads con successo

Diverse aziende hanno sfruttato le potenzialità che offre il nuovo social per raggiungere gli obiettivi di marketing. Vediamo da più vicino alcuni esempi:

Con questi pochi esempi si può notare come le aziende e/o i brand abbiano utilizzato Thread in modo efficace, raggiungendo i propri obiettivi di marketing. Threads può rivelarsi uno strumento prezioso per aumentare la brand awareness, fidelizzare il pubblico e generare conversioni. Basta un po’ di creatività!

Per concludere, Thread si mostra come un social da implementare nella propria strategia, dove poter creare un legame autentico e personale, comunicando direttamente con il proprio pubblico.

In questa introduzione avremmo dovuto parlare di quanto il mondo sia cambiato dalla fine del 2022 quando Chat GPT ha fatto irruzione nelle nostre vite. Dopo essere stati circa 10 minuti davanti alla pagina bianca con il cursore lampeggiante, abbiamo fatto l’unica cosa che ci veniva in mente:

Non che non conosciamo gli infiniti modi in cui l’uso massiccio dell’intelligenza artificiale ha cambiato la nostra vita; ma siamo ormai così abituati a fare affidamento su Chat GPT che quasi non riusciamo a cominciare niente senza averla prima consultata.

L'avvento dei Large Language Models (LLM) come GPT (Generative Pre-trained Transformer) di OpenAI ha avuto un impatto significativo su molteplici settori, trasformando le modalità di interazione, creazione di contenuti, sviluppo di software e molto altro.

Questa tecnologia è stata fondamentale in campi come il marketing, il giornalismo, la programmazione, la ricerca e l’istruzione (e questi sono solo alcuni degli esempi pratici che mi ha fatto Chat GPT).

Ma spesso arrivare al risultato desiderato non è così semplice, in particolar modo per progetti complessi, ci ritroviamo quindi con dei risultati inutilizzabili, dopo aver perso tempo prezioso a parlare con un chatbot che non ci sembra più così intelligente.

Sicuramente questa esperienza risulta familiare a molti e il motivo è che, per quanto ci piaccia umanizzare gli strumenti di intelligenza artificiale, dobbiamo ricordarci che sono pur sempre dei computer e che non dobbiamo comunicare con loro come se ci rivolgessimo a un’altra persona.

Nessun modello linguistico ha subito dei maltrattamenti per scrivere questo articolo.

Per questo motivo da quando i LMM sono entrati nel discorso pubblico si è cominciato anche a parlare di prompt.

I prompt giocano un ruolo cruciale come interfaccia tra le complesse capacità computazionali dell'IA e le esigenze pratiche degli utenti. Creare prompt efficaci per l'IA, che sia Chat GPT o Google Gemini, non solo aumenta la produttività ma migliora anche la precisione con cui l'intelligenza artificiale può eseguire compiti specifici, trasformando dati grezzi in insight azionabili e strategie raffinate.

Questo articolo esplorerà come funzionano i prompt e quali sono le best practice per creare prompt efficaci nelle strategie di digital marketing.

Cos'è un prompt per l'IA?

Un prompt è semplicemente un comando: in informatica indica il segno che compare sul monitor del computer per segnalare all’utente che il sistema è pronto a ricevere istruzioni.

Se parliamo di LLM i prompt possono essere visti come istruzioni che diamo all'IA per indirizzarla verso un determinato compito.

Un prompt ben formulato è essenziale perché guida l'IA nel comprendere esattamente cosa ci aspettiamo, l'efficacia di un prompt dipende quindi dalla chiarezza e dalla precisione con cui viene formulato. Tanto più chiare e dettagliate saranno le nostre istruzioni, tanto più il risultato sarà aderente alle nostre aspettative.

Oltre a essere una semplice istruzione, il prompt per l'IA può essere arricchito con esempi o specificazioni che aiutano il modello a capire il contesto o il tono desiderato. Per esempio, se stiamo chiedendo di scrivere una poesia, possiamo aggiungere specifiche come lo stile o il tema della poesia.

Inoltre, il concetto di "prompt" non si limita solo al testo, in sistemi visivi o altri tipi di IA, come quelli utilizzati per riconoscere oggetti o suoni, il prompt può consistere in immagini o audio che servono da esempio o da guida per il compito richiesto.

Dunque il prompt è un elemento cruciale nell'interazione con sistemi di intelligenza artificiale e la sua formulazione influisce direttamente sulla capacità dell'IA di fornire risposte utili e pertinenti.

Come si crea un prompt (per Chat GPT e non solo)?

Anche se il miglior modo per imparare a dialogare con le IA è provare a lungo per cercare di capire quali comandi sono i più adatti per le nostre esigenze, esistono alcune semplici tecniche che possono aiutarci nel creare prompt efficaci.

Sicuramente il più usato è il role-playing una tecnica che consiste nel dare all'IA un ruolo specifico, come quello di un esperto in un determinato campo.

Il primo passo nel role-playing è definire chiaramente il ruolo che l'IA dovrebbe assumere. Questo può essere basato su professioni (come un medico, un avvocato, un agente di viaggi), personaggi storici o di fantasia, o anche su specifici comportamenti o toni (ad esempio, formale, amichevole, tecnico).

Una volta stabilito il ruolo, il prompt viene formulato in modo da riflettere questa identità. Ad esempio, se l'IA sta impersonando un esperto di digital marketing, il prompt potrebbe chiederle di elaborare un piano media o di fornire consigli su un target specifico.

I prompt formulati con il role-playing tendono a produrre risposte più pertinenti poiché l'IA ha una "guida" su come approcciare la questione.

Altre tecniche che si possono utilizzare per strutturare al meglio i prompt sono:

Barbie prompt engineer

Il prompt engineer: una nuova figura

L'evoluzione dell'intelligenza artificiale ha portato alla nascita di nuove professioni, tra cui quella del prompt engineer.

Gli ambiti di pertinenza del prompt engineering rimangono ancora abbastanza sfumati, visto che si tende a confondere questa con quella di altre figure che lavorano in ambito AI.

Il prompt engineer è specializzato nella creazione degli input testuali che guidano i modelli di IA nella generazione di risposte o output specifici. Il suo lavoro è fondamentale per massimizzare l'efficacia e l'efficienza dei modelli, assicurando che le risposte generate siano pertinenti.

I prompt engineer trovano impiego in una varietà di settori dal marketing allo sviluppo di software ma non esiste un percorso di studi specifico.

Diventare prompt engineer richiede delle competenze trasversali che comprendono da un lato la comprensione dei meccanismi di funzionamento dell’AI, dall’altro anche una spiccata creatività e propensione al ragionamento logico-deduttivo.

Sembra inoltre che il nuovo trend per le aziende statunitensi di AI sia assumere esperti di linguistica per la creazione dei prompt. Potrebbe questo aprire nuove prospettive per i laureati in materie umanistiche? È una possibilità concreta visto che alla base della elaborazione di un buon prompt ci sono pensiero creativo e conoscenza della lingua.

Diffidare dai prompt per AI gratuiti

Il materiale online su come creare prompt efficaci è pressoché infinito, e si trovano anche tanti comandi preconfezionati e pronti all’uso, il rischio in questo caso è che un prompt generico creato da altri non sempre si adatti alle nostre specifiche necessità.

In generale, nell’AI come in qualsiasi altro campo, non bisogna fidarsi di chi promette di farti diventare un esperto in poco tempo. Niente può sostituire le ore passate davanti al computer a provare nuovi prompt, ma il materiale online è sicuramente un buon punto di partenza.

Invece di fornire dei prompt definitivi che si adattino a qualsiasi strategia di marketing andremo a esplorare qualche esempio che abbiamo veramente utilizzato nella creazione di campagne di lead generation.

L'obiettivo non è tanto dare una soluzione semplice che può essere riproposta all’infinito, quanto invece fare vedere come, combinando varie tecniche per la creazione di prompt, si possano trovare comandi specifici che aiutino nell'ottimizzare la strategia di funnel marketing.

In conclusione non esistono scorciatoie o formule magiche per creare i prompt perfetti per la strategia di marketing, anzi probabilmente non esistono neanche i prompt perfetti in generale.

Esistono invece poche tecniche e molti tentativi che possono far aumentare la performance delle campagne e migliorare il lavoro dei marketer.

Se lavori nel campo del digital marketing, inutile dirti che l’innovazione è la chiave per migliorare le performance e raggiungere gli obiettivi di business. Non stupisce quindi che, a partire dal novembre 2022 (data di rilascio di ChatGPT), l’intelligenza artificiale sia entrata prepotentemente a far parte della nostra quotidianità, cambiando per sempre l’approccio al funnel marketing.

ChatGPT è un’applicazione sviluppata da OpenAI, in grado di sfruttare le capacità di apprendimento automatico del modello GPT (Generative Pre-trained Transformer) per generare testo conversazionale e creare risposte realistiche in conversazioni umane. Ma, oltre alle conversazioni, c’è molto di più.

Se nel nostro precedente articolo avevamo parlato di Google Bard (oggi Gemini) come alternativa a ChatGPT, esplorando a 360° le opportunità offerte dall’AI per il marketing digitale, in questo articolo vogliamo andare al cuore delle strategie per analizzare come ChatGPT possa aiutarci a ottimizzare tutte le fasi del funnel marketing. Dalla consapevolezza (TOFU), alla considerazione (MOFU), fino alla conversione (BOFU), ChatGPT permette infatti di personalizzare il modo in cui interagiamo con il pubblico target, ottimizzare le attività di lead generation, aumentare i tassi di conversione e molto altro.

Ma facciamo un piccolo passo indietro.

Per cosa è utile ChatGPT?

Personalizzazione ed efficienza sono i due pilastri fondamentali per creare una strategia di marketing di successo e ChatGPT ci offre proprio questi vantaggi. Andiamo quindi al nocciolo della questione, facendo subito una panoramica degli innumerevoli modi in cui questo strumento può aiutarci concretamente a migliorare il funnel marketing.

ChatGPT è estremamente utile per creare contenuti e risposte personalizzate in tempo reale per i nostri utenti, grazie alla sua profonda comprensione dei bisogni e delle preferenze del pubblico target. Ad esempio, integrando ChatGPT in un chatbot, possiamo fornire assistenza ai visitatori del nostro sito, per rispondere alle domande più frequenti, fornire informazioni su prodotti e servizi e accompagnare i nostri clienti verso l’acquisto.

Allo stesso modo, può supportare la lead generation, avviando conversazioni con gli utenti con l’obiettivo di raccogliere contatti. E, dal momento che la sua intelligenza artificiale è in grado di apprendere dalle interazioni, ci consente anche di creare percorsi di automation marketing unici e personalizzati.

Ci supporta, inoltre, nell’analisi dei dati raccolti, in modo da comprendere le tendenze di mercato e il comportamento degli utenti per adattare di conseguenza le nostre strategie.

Nell’ambito della creazione di contenuti, con l’aiuto di ChatGPT possiamo adattare i nostri testi al tono di voce del nostro brand, declinarli secondo differenti framework di copywriting e ridurre il tempo necessario alla correzione di bozze e alla ricerca di ripetizioni o refusi. Può supportarci, inoltre, per le attività di produzione video, per facilitare la stesura di script e testi, con i suggerimenti migliori per incrementare l’engagement.

In definitiva, al contrario di chi sostiene che le intelligenze artificiali rimpiazzeranno l’uomo, già da questa premessa avrai chiaro che sfruttare l’AI permette di migliorare l’apporto umano al marketing digitale: ottimizzando la gestione di compiti ripetitivi, permette di concentrarsi totalmente su strategia e creatività. La sinergia tra l’efficienza e la velocità dell’AI e l’ingegno umano, permette di rendere le attività di marketing ancora più efficaci e coerenti.

l'immagine serve per comprendere come l'AI risponde al prompt specifico per l'elaborazione degli elementi nell'immagine stessa
Una rappresentazione dell'impatto di ChatGPT sul marketing digitale. Per creare questa immagine abbiamo chiesto aiuto a Microsoft Copilot - che sfrutta l’algoritmo Dall-E ovvero l’intelligenza artificiale in grado di generare immagini, anch’esso sviluppato da OpenAI.

L'impatto di ChatGPT nel mondo del marketing digitale

L'introduzione di ChatGPT nel marketing digitale ha rivoluzionato la possibilità di creare esperienze sempre più personalizzate e coinvolgenti per l’utente, migliorando significativamente l'efficacia delle strategie di marketing omnicanale.

La comprensione di bisogni e comportamenti dei potenziali clienti in ogni fase del funnel, consente di sfruttare ChatGPT per recapitare il messaggio giusto al momento giusto, guidando efficacemente gli utenti lungo il percorso d'acquisto. Fornire informazioni pertinenti e soluzioni personalizzate per il cliente, non solo migliora l'esperienza complessiva, ma aumenta anche la fiducia e la fedeltà nei confronti del brand, contribuendo ad aumentare il customer lifetime value.

Come usare ChatGPT per il funnel marketing

Per comprendere come poter impiegare effettivamente ChatGPT lungo il nostro funnel, è doverosa qualche precisazione teorica - ma per niente noiosa, promesso!

Il funnel di marketing è un concetto che identifica il percorso ideale di un utente dalla consapevolezza iniziale di un brand, attraverso l’interesse, fino alla conversione (intesa come l’azione che desideriamo che l’utente compia: acquisto, iscrizione alla newsletter, prenotazione, download di una app e non solo).

Per funnel si intende, infatti, una struttura a “imbuto”, che trasforma la grande platea di utenti in persone effettivamente interessate e, infine, in clienti o fruitori dei nostri servizi: queste tre fasi del percorso vengono chiamate TOFU (TOp of the FUnnel), MOFU (MIddle of the FUnnel), BOFU (BOttom of the FUnnel).

Adesso sì che sei pronto per diventare cintura nera di AI applicata al marketing. Continua a leggere se vuoi capire meglio quali funzionalità di ChatGPT sfruttare esattamente in ogni fase del funnel.

abbiamo chiesto all'AI di generare un'immagine del funnel e ci ha fornito questo risultato: un funnel quasi artistico che porta dentro l'immagine la quotidianità umana per integrarla alle fasi dell'imbuto del marketing
Questa volta, ci siamo divertiti a chiedere all’AI una rappresentazione artistica dell'integrazione di ChatGPT nel funnel marketing.

Integrare l'AI nella fase alta del funnel (TOFU)

Nella fase iniziale del nostro funnel di marketing, l'obiettivo è attirare l'attenzione, farci conoscere dal pubblico e creare consapevolezza sulle necessità che possiamo soddisfare e sui problemi che possiamo risolvere, attraverso i nostri prodotti e servizi. Nella fase alta del funnel, ChatGPT è davvero uno strumento jolly in mano a noi digital marketer:

Contenuti personalizzati: ChatGPT ci aiuta nella stesura di articoli per il blog (che ottimizzeremo poi in ottica SEO, per essere sicuri di essere intercettati da un pubblico potenzialmente interessato al nostro brand), post per i social media e guide adatte agli interessi del pubblico.

Coinvolgimento interattivo: come ti avevamo anticipato, integrare ChatGPT a un chatbot permette di offrire un'esperienza coinvolgente ai visitatori del nostro sito, fornendo informazioni utili e guidandoli attraverso il processo di acquisto.

Lead qualificati: analizzando le conversazioni con gli utenti, ChatGPT può aiutarci a identificare i contatti più inclini alla conversione e raccogliere informazioni preziosissime per ottimizzare le strategie di marketing.

Integrare l’uso di ChatGPT nella fase TOFU ci aiuta quindi a instaurare il primo contatto con gli utenti e suscitare interesse. D’altronde si sa che la prima impressione è quella che conta, no?

Bene, adesso che hai catturato l’attenzione non vorrai certo fermarti. Andiamo avanti!

Usare la leva di ChatGPT per la fase media del funnel (MOFU)

Nel mezzo del cammin del nostro funnel… No, forse quella era un’altra storia.

Dopo aver ingaggiato gli utenti, siamo pronti a guidare i prospect attraverso la fase intermedia, quella della considerazione. Il nostro obiettivo, a questo punto, è nutrire la relazione con gli utenti attraverso informazioni utili e pertinenti per guidarli verso la conversione.

Come sfruttare ChatGPT in questa fase?

Contenuti personalizzati: anche in questo casto, è utile sfruttare ChatGPT per creare newsletter mirate, flussi di automation marketing e articoli ancora più specifici. Questi mezzi ci permettono di rispondere alle domande e alle preoccupazioni più frequenti, anche in modo personalizzato per ciascun segmento di utenti con caratteristiche comuni.

Supporto immediato: anche in questa fase, l'integrazione di ChatGPT ci assicura di poter fornire risposte istantanee agli utenti, proprio nel momento in cui ne hanno bisogno, senza inutili attese e, quindi, senza correre il rischio che possano dubitare della nostra disponibilità e abbandonare la navigazione sul nostro sito.

Raccolta dei feedback: chiedendo e analizzando i feedback e le recensioni, con ChatGPT possiamo ottenere insight sulle preferenze e i comportamenti dei clienti in modo da adattare il nostro approccio alle differenti (e, ammettiamolo, mutevoli) esigenze degli utenti.

In poche parole? Sfruttare ChatGPT nella fase MOFU permette di costruire fiducia, migliorando l'esperienza complessiva in ottica omnichannel.

ChatGPT per la fine del funnel

Nella fase finale del funnel la posta in gioco è alta: i nostri prospect sono a un passo dalla conversione. Anche qui, ChatGPT gioca un ruolo fondamentale.

Avvicinare alla conversione: grazie allo strumento del chatbot, ChatGPT fornisce una pronta assistenza per sciogliere anche i dubbi dell'ultimo minuto, stimolando - anche in nostra assenza - quella fiducia di cui ogni utente ha bisogno prima di compiere un’azione di conversione: un acquisto, la sottoscrizione di un abbonamento, l’iscrizione a un corso, fornire il proprio contatto e così via.

Cross-selling e Upselling: mai sottovalutare la possibilità di suggerire prodotti o servizi da acquistare in abbinamento, arricchendo l'esperienza del cliente e innalzando il valore delle nostre vendite.

Supporto Post-Acquisto: il nostro percorso non si ferma con la conversione. La fidelizzazione è un aspetto importantissimo al fine di aumentare il customer lifetime value. Sfruttiamo allora ChatGPT per continuare a fornire assistenza post-vendita, raccogliere feedback e recensioni, generare contenuti dinamici come raccomandazioni personalizzate di prodotti o servizi.

Insomma, l’intelligenza artificiale di OpenAi in questa fase diventa il nostro piccolo aiutante per perfezionare il percorso degli utenti, garantirne la soddisfazione e persino renderli sostenitori del nostro marchio!

Prova a indovinare: questa volta cosa abbiamo chiesto all’AI?

Ottimizzare la performance attraverso ChatGPT

Ripetiamo ad alta voce ancora una volta: l’intelligenza artificiale non sostituirà l’uomo, figuriamoci i digital marketer! Ci aiuterà a ottimizzare il nostro tempo per portare il nostro lavoro a livelli sempre più alti e competitivi, questo è ormai sotto gli occhi di tutti.

Per ottenere il massimo da ChatGPT nelle attività di funnel marketing, dovremo comunque monitorare le prestazioni al fine di ottimizzarle costantemente. Ecco alcuni modi per farlo:

Monitora le metriche chiave: monitora i KPIs rilevanti come il tasso di coinvolgimento e il tasso di conversione, per valutare quanto il supporto di ChatGPT si stia rivelando efficace in ogni fase del funnel.

Test A/B: sperimenta diverse approcci nelle interazioni con ChatGPT per identificare le strategie più efficaci per il tuo pubblico.

Feedback degli utenti: raccogli i feedback diretti degli utenti in merito all’interazione con il tuo chatbot, per comprendere meglio le loro aspettative e migliorare la loro esperienza.

Non dare mai nulla per scontato, ecco. Soltanto così l’AI potrà essere un prezioso strumento per la crescita del tuo business.

Noi guardiamo sempre al futuro e ti consigliamo di considerare ChatGPT come un vero partner con il quale lavorare fianco a fianco ogni giorno.

Come digital marketer, stiamo assistendo a una svolta epocale nel modo in cui possiamo comprendere e interagire con il nostro pubblico. La possibilità di personalizzare e ottimizzare un’ampia gamma di contenuti e azioni di marketing, di liberarci dai compiti ripetitivi, ci sta offrendo l’incredibile opportunità di concentrarci soltanto su strategia e innovazione, creatività e performance.

What else?!

Immagina di lavorare nel mondo della comunicazione digitale da tanti anni e di aver improntato la tua intera vita professionale sulla capacità di scrivere in due lingue testi che spaziano dai copy per annunci, agli articoli per i blog, ai testi per i siti web. Immagina adesso che sia il 30 novembre 2022 e che tutti parlino di un nuovo strumento che riesce a scrivere in pochi secondi testi di qualsiasi genere in più di 14 lingue, con registri e stili diversi.
Questo scenario non è difficile da immaginare per le tante persone che all’indomani del lancio di Chat GPT, ad opera di Open AI, si sono ritrovate a pensare di dover aggiornare il curriculum per cercare lavoro in un altro ambito.

Nei mesi a seguire sono successe principalmente due cose: la prima è che le intelligenze artificiali si sono moltiplicate e hanno messo in campo funzioni sempre più avanzate.
La seconda è che gli esseri umani NON sono stati sostituiti dai robot, come i più pessimisti avevano pensato. La maggior parte delle persone si è dunque resa conto che l’intelligenza artificiale è semplicemente uno strumento e, come tale, può essere utilizzata in maniera più o meno efficace.
Dopo il successo planetario di Chat GPT è comunque iniziata la corsa delle multinazionali tecnologiche all’intelligenza artificiale. Dall’inizio del 2023, Microsoft ha aggiunto l’AI al suo motore di ricerca Bing, il colosso cinese Baidu ha lanciato il chatbot Ernie e anche Google ha fatto il suo debutto nel mondo dell’intelligenza artificiale generativa con quello che, ad oggi, sembra essere il più credibile rivale di ChatGPT: Google Bard, che l'8 febbraio 2024 ha cambiato nome in Gemini (qui l'annuncio di Google).

In questo articolo del Think Corner ti raccontiamo dei nostri esperimenti su Bard di Google, per capire se davvero il colosso di Mountain View può contendere lo scettro del miglior chatbot a OpenAI.

Come funziona Google Bard (ora Gemini)

Google Bard, adesso Gemini, è un modello linguistico di grandi dimensioni o large language model (LLM), sviluppato da Google nel 2022 ma reso disponibile a tutti gli utenti a luglio 2023.

Un LLM è un modello linguistico che è stato addestrato su un enorme set di dati ed è in grado di comprendere e generare testo, tradurre lingue, scrivere diversi tipi di contenuti creativi e rispondere alle domande degli utenti.

In parole povere, semplificando all’estremo, un LLM è un computer che ha imparato a parlare e scrivere imitando l’essere umano.
Ad esempio, se chiediamo a un LLM di scrivere una poesia, lui (o lei) userà le sue conoscenze sul linguaggio per generare un componimento che sia grammaticalmente corretto e che abbia un senso. La poesia potrebbe essere originale o basata su altre poesie esistenti e il risultato complessivo sarà simile a quanto potrebbe produrre un essere umano.
Le applicazioni che si basano su questa tecnologia sono innumerevoli, per fare qualche esempio oltre Chat GPT: Amazon Alexa, Grammarly, Coursera e, ovviamente, svariati prodotti Google.
La novità portata da Google Bard in questo scenario è che il chatbot di Google ha accesso al web e può rispondere alle domande degli utenti con dati aggiornati.

Come usare Google Bard (Gemini)?

Il punto di forza di Google Bard è quindi l’accesso alla rete. Rispetto a Chat GPT, i cui dati arrivano solo fino a settembre 2021, è certamente un vantaggio non da poco.
Nonostante ciò Bard non è pensato per diventare un nuovo motore di ricerca, visto che anche la SERP di Google utilizza già da anni intelligenza artificiale e LLM. Il chatbot nasce come un sistema sperimentale che mira a mostrare agli utenti tutte le potenzialità dell’AI per la vita quotidiana.
Quello in cui Bard sembra eccellere è una sorta di brainstorming con l’utente per progettare, pianificare e creare. L’idea dovrebbe essere quella di una macchina che, in connubio con l’essere umano, lo aiuta a risolvere problemi pratici, massimizzare la propria efficienza e in definitiva a migliorare la sua vita. Questo progetto ambizioso è ancora agli albori visto che gli LLM sono in costante fase di sviluppo e in continuo addestramento.

Google Bard vs Chat GPT: abbiamo chiesto all'AI di realizzarci un'immagine ad hoc

Gemini (Bard) di Google e Chat GPT: cosa abbiamo scoperto

Google Bard e ChatGPT 4 sono entrambi LLM (large language model), ma hanno alcune differenze tecniche fondamentali.
Bard è un modello di linguaggio factual, mentre ChatGPT 4 è un modello di linguaggio generativo. Ciò significa che Bard è migliore nella comprensione e risposta a domande fattuali, mentre ChatGPT 4 è migliore nella generazione di formati di testo creativi, come poesie, codice, script, brani musicali.

Le differenze fra Google Bard e ChatGPT 4

Bard è addestrato su un set di dati di testo e codice, mentre ChatGPT 4 è addestrato solo su un set di dati di testo. Ciò significa che Bard ha accesso a una gamma più ampia di informazioni e può comprendere e rispondere a domande in modo più completo.

Quando si parla di domande fattuali, si intendono domande che hanno una risposta oggettiva basata su dati e fatti. Ad esempio “qual è la capitale della Francia?” o “qual è la formula chimica dell'acqua?”.
Al contrario, le domande creative richiedono un certo grado di immaginazione o creatività, per l'appunto. Ad esempio: “come si potrebbe migliorare il sistema di trasporto pubblico?” oppure “quale sarebbe il titolo di un libro sulla tua vita?”.
Queste domande non hanno una risposta unica o oggettiva e richiedono una certa dose di riflessione e inventiva.

Un’altra differenza con Chat GPT è che Google Bard sembra essere più cauto nelle informazioni che dà all’utente. Spesso mette in guardia sul fatto che i dati riportati potrebbero non essere corretti, mitigando così il cosiddetto fenomeno della hallucination, ovvero quando un’intelligenza artificiale risponde con informazioni false spacciandole per vere.

Quello in cui invece Bard e Chat GPT sono molto simili è il fatto che entrambi sembrano funzionare meglio in inglese rispetto alle altre lingue. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che l'inglese ha avuto un set di addestramento (ovvero la mole di dati analizzati) più ampio e dettagliato, il che potrebbe influenzare la qualità delle risposte. Inoltre, il fatto che l’addestramento sia stato inizialmente condotto in lingua inglese potrebbe aver reso l'inglese la lingua di base per le risposte.

Abbiamo giocato con Google Bard: cosa ne è venuto fuori

Gli LLM funzionano al meglio delle proprie potenzialità tanto più la richiesta dell’utente (prompt) è circostanziata. Perciò spesso bisogna riformulare la domanda per raffinare il risultato e raggiungere l’obiettivo sperato. Questo meccanismo ha generato una guerra all’ultimo prompt, con esperti (o sedicenti tali) che offrono, gratis o a pagamento, il set definitivo di prompt per AI.

Abbiamo testato Google Bard nel nostro lavoro quotidiano per capire in quali attività possiamo contare sul Chatbot per semplificarci la vita.

Cosa può fare Bard per i marketer

Ecco alcuni dei compiti in cui ci siamo fatti aiutare da Bard:

In definitiva Google Bard, così come Chat GPT, è uno strumento molto utile per i marketer. Ma non è pensato per fare il lavoro al posto loro. Piuttosto, è in grado di fornire degli spunti che devono essere sempre rivisti per ottenere risultati ottimali.
Ma questo già lo sapevamo, allora abbiamo chiesto a Bard stesso di dirci un segreto:

Quindi ci teniamo a rassicurare chi pensa che le AI siano destinate a sostituire gli esseri umani: non siamo a questo punto, non ancora almeno.

Da Bard a Gemini, quando i prodotti Google cambiano nome

Il rebranding di Google Bard, diventato all’improvviso Gemini, è solo l’ultimo di una lunga serie di improvvisi cambi di nome dei prodotti Google.

Da Google Apps che prima è diventato G-Suite e adesso si chiama Google Workspace, a Google Business Profile che ha cambiato quattro nomi dal 2005 a oggi; l'azienda ha navigato in un mare di modifiche, plasmando la sua offerta per meglio adattarsi alle esigenze degli utenti e alle tendenze del mercato.

Perché Google cambia i nomi ai suoi prodotti? Le ragioni sono diverse e sfaccettate. Una tendenza emersa negli ultimi anni è stata quella di rendere i nomi dei prodotti più immediati e facilmente comprensibili come nel caso di Google Hangouts, diventato Google Chat nel 2021, oppure di Google AdWords che nel 2018 è stato ribattezzato Google Ads.

Per quanto riguarda Gemini il cambio di nome potrebbe essere dovuto a un riposizionamento dell’AI di Google, che mira a trasformarsi da semplice chat, il nome Bard fa pensare a uno strumento di scrittura, a un vero e proprio assistente digitale.

Naturalmente, questi cambiamenti non sono sempre stati accolti con entusiasmo. Gli utenti si sono spesso ritrovati confusi, costretti ad adattarsi a nuove nomenclature e interfacce. Il processo di rebranding può richiedere tempo e fatica, rischiando di danneggiare il riconoscimento del marchio già consolidato.

Nonostante le sfide, l'evoluzione dei nomi Google è un segno tangibile della sua crescita e innovazione. L'azienda si adatta alle esigenze degli utenti e del mercato, plasmando i suoi prodotti e ridefinendo la propria identità. Ogni nuovo nome rappresenta un passo avanti in questo viaggio, una tappa verso un futuro dove Google continua a fornire esperienze utente sempre più complete e intuitive.

Del resto se è un fatto abbastanza conosciuto che la multinazionale proprietaria di Google si chiama Alphabet Inc, forse non tutti sanno che lo stesso motore di ricerca, agli albori della sua storia, avrebbe dovuto chiamarsi… BackRub. Un cambiamento non da poco visto che ormai la parola Google e il verbo googlare sono entrati di diritto nei vocabolari di tutto il mondo.

Fenomeni musicali, televisivi e virali: siete pronti per la 74esima edizione del Festival e il suo FantaSanremo 2024?

Il Festival di Sanremo è forse l’evento degli eventi televisivi, uno degli spettacoli più attesi e seguiti in Italia. Dal 1951, milioni di persone si sintonizzano per seguire le esibizioni dei cantanti in gara al Festival della canzone italiana, appassionandosi ai commenti dei critici e ai gossip sulla kermesse.
Sin dalla prima messa in onda, il Festival di Sanremo non è stato solo musica nel senso stretto ma un appuntamento capace di generare quello che oggi chiamiamo “hype”: una vibrante attesa di scoprire quali colpi di scena faranno storia, quali abiti diventeranno iconici, quali cantanti ci ammalieranno con pezzi indimenticabili e quali brani dimenticheremo nel giro di poche settimane.

Soprattutto, il Festival di Sanremo rappresenta una grande occasione di visibilità non solo per le personalità del mondo dello spettacolo e della musica, ma anche per sponsor e aziende.

E uno dei fenomeni più coinvolgenti (e ormai virali) che sono nati in seno al Festival è il FantaSanremo. In questo articolo andiamo ad analizzare l’iniziativa che da un paio d’anni ci appassiona, la sua ascesa e, rullo di tamburi, come utilizzarlo in una strategia di marketing per le aziende! Cogliamo l’occasione, infatti, di raccontare come ci siamo lanciati in questa nuova avventura con un partner d’eccezione (lo sveliamo alla fine dell’articolo!) e condividere il dietro le quinte di una mossa strategica parecchio coinvolgente.

FantaSanremo: cos’è e come funziona il gioco super social

Il gioco di FantaSanremo nasce nel 2020 come iniziativa spontanea di alcuni fan del Festival che hanno applicato la logica già assodata del Fantacalcio alle serate musicali del Teatro Ariston.

Il gioco consiste nel creare una propria squadra con i cantanti in gara nell’edizione di turno, attribuendo a ciascuno un punteggio in base a vari fattori, come la posizione in classifica, il numero di voti ricevuti dal pubblico, le esibizioni, i look, le gaffe e altro ancora.
Il principio alla base, infatti, è quello di seguire l’andamento del Festival per collezionare punti con la propria squadra e vincere nelle leghe in cui ci si è iscritti.

Una volta online, FantaSanremo è stato protagonista di un successo straordinario. Nel 2023, il gioco ha registrato oltre 4 milioni di squadre create (nell'anno di lancio gli ideatori avevano registrato 47 squadre totali), 17,2 milioni di visitatori al sito, 102 milioni di impression e 4,4 milioni di interazioni con l'account Instagram.

La sua viralità e la grande partecipazione all’iniziativa hanno istantaneamente reso il FantaSanremo un fenomeno di costume, che ha di conseguenza contribuito a rilanciare l'interesse per il Festival di Sanremo.

È vero che Sanremo è Sanremo, ma il gioco social ha reso le lunghe notti sul divano più coinvolgenti e interattive, dando ai fan la possibilità di sentirsi parte del programma e, contestualmente, agli artisti meno noti di godersi un'esposizione mediatica senza precedenti.

Le ragioni del successo del FantaSanremo

Senza scadere in troppe ovvietà, il successo del FantaSanremo è dovuto a una serie di fattori, tra cui ne riconosciamo principalmente quattro:

  1. L’idea: nelle sue dinamiche, il gioco riprende una meccanica già nota e un regolamento non troppo impegnativi. Pochi clic o tap e la propria squadra è pronta a sfidare le altre che già sgomitano nelle leghe. Ad aggiungere pepe al gioco, la chiave pop e TOV che avvicina le generazioni più giovani all'attempato Festival;
  2. Il Festival: tra alti e bassi, lo show del Teatro Aristion è indubbiamente un appuntamento atteso, un must che arriva a tutti, piccoli, grandi e grandissimi. Cavalcarne l’onda del seguito è stata la carta vincente;
  3. L'entertainment: FantaSanremo è una forma di intrattenimento dentro l’intrattenimento grazie alla sua semplicità e alle trovate dei bonus/malus che divertono chiunque dentro e fuori dall'Ariston e anche i non esperti di musica;
  4. I social, social, social: lo stare attaccati agli schermi mentre stiamo sul divano, lo scroll infinito per sapere chi ha detto cosa e quando mentre diventa un trend di TikTok, l’attenzione rivolta a quale dei cantanti in gara ha dato la svolta alla lega… tutti fattori che stimolano il passaparola, la condivisione e il community sui canali social dei partecipanti, di influencer e di content creator.

Perché usare FantaSanremo nella strategia marketing: sfruttare l'onda dell'intrattenimento

Alla luce delle considerazioni alla base del successo, FantaSanremo, in particolar modo nell’edizione 2023, emerge come un’esemplare opportunità di intrattenimento brandizzato che può mirare a carpire gli spettatori con un'esperienza coinvolgente, leggera e condivisa.

L’anno appena passato, infatti, ha visto molti marchi presenziare come sponsor di FantaSanremo nella logica delle leghe, approfittando della vetrina di visibilità per lanciare le proprie strategie di concorsi a premi.

In poco tempo, queste scelte di marketing si sono rivelate vincenti. Chiamare l’audience alla partecipazione attiva fa dimenticare al pubblico digital dello scroll fine a se stesso e la possibilità di vincere un premio mette da parte la sensazione di trovarsi dentro un’iniziativa di marketing.

Queste sfaccettature del FantaSanremo che seguono la logica del “più intrattenimento che promozione” hanno dato vita a una community di iscritti ferventi, sia affascinati dallo spettacolo sanremese che dalla sana competizione interna alla propria lega.

FantaSanremo quindi rappresenta un’occasione ghiotta sia per i brand che per gli utenti: trasformare il gioco in un catalizzatore per aumentare l'esposizione del marchio agli iscritti, senza però essere percepito come un semplice stratagemma dai fini commerciali. I brand creano e fanno community con un pubblico composto da utenti eterogenei, come diversi sono i loro lavori, interessi, preferenze ed età.

Valutare se presidiare il FantaSanremo con la lega del proprio brand significa cavalcare l'onda del divertimento e dell'intrattenimento nell’ottica di stabilire legami autentici con una community appassionata e diversificata.

Strategia di marketing: cosa abbiamo fatto per la lega Chanteclair

E adesso è il momento di svelare come abbiamo utilizzato questo potentissimo gioco per il brand Chanteclair (il Gallo del pulito non poteva mancare tra le leghe dei grandi marchi italiani!).

Per conquistare il cuore degli utenti e far crescere la lega ufficiale, abbiamo studiato una strategia digitale che mirasse all’obiettivo di awareness ed engagement.

La leva? Quella utilizzata già in altre leghe nell’edizione precedente: abbiamo ideato un concorso a premi ispirato al successo di FantaSanremo 2023, pensato esclusivamente per i membri della lega Chanteclair con il concept "Sgrassa e Vola".

L’idea da un lato sposa a pieno l’obiettivo del brand di intercettare un target più giovane, dall’altro la volontà di posizionarsi come soluzione facile e universale nella vita di tutti i giorni.

I messaggi veicolati come “Sgrassa e vola a suon di musica” o ancora “Polvere e stress hanno un biglietto di sola andata con Chanteclair” hanno spinto oltre 110K di utenti a iscriversi alla lega Chanteclair e a registrarsi al concorso con la possibilità di vincere voucher aerei fino a 350 euro e una fornitura di prodotti per la pulizia della casa.

I numeri totali di squadre iscritte alla lega hanno posizionato Chanteclair al 7° posto della classifica totale che contava ben 15 leghe sponsorizzate.

@chantecleaners

Sgrassa e vola a suon di musica con Chanteclair! ✈️🫧 Gioca a @fantasanremo con noi! ✨ Unendoti alla Lega Chanteclair e registrandoti al concorso Sgrassa e Vola potrai vincere voucher aerei fino a 350 euro e una fornitura di prodotti 🏆 🎤🎶 👉 Partecipa subito su Fantasanremo.com! LegaChanteclair SgrassaeVola FantaSanremo FantaSanremo2024 La partecipazione al concorso Sgrassa e Vola è valida dalle ore 12:00 del 27/12/2023 alle ore 23.59 del 05/2/2024 ed è riservata agli iscritti della Lega Chanteclair di FantaSanremo 2024. L’estrazione finale dei premi sarà casuale e avverrà entro il 15 febbraio 2024. Il montepremi totale è di € 7.400,00 esclusa iva. Regolamento completo su https://chanteclair.it/fantasanremo/

♬ suono originale - Chantecleaners - Chantecleaners

@chantecleaners

Gioca a @FantaSanremo con chi di musica ne capisce! 🎤🎶 Unisciti alla Lega Chanteclair e partecipa al concorso Sgrassa e Vola ✈️ Puoi vincere voucher aerei fino a 350 euro 🏆 👉 Scopri i premi in palio e partecipa subito su Fantasanremo.com! La partecipazione al concorso Sgrassa e Vola è valida dalle ore 12:00 del 27/12/2023 alle ore 23.59 del 05/2/2024 ed è riservata agli iscritti della Lega Chanteclair di FantaSanremo 2024. L’estrazione finale dei premi sarà casuale e avverrà entro il 15 febbraio 2024. Il montepremi totale è di € 7.400,00 esclusa iva. Regolamento completo su https://chanteclair.it/fantasanremo/

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Il concept alla base della lega Chanteclair

Il concept Sgrassa e Vola di Chanteclair x FantaSanremo è stato condiviso attraverso i principali touchpoint digital come social e sito web e l’idea creativa è stata declinata anche su Instagram e TikTok attraverso l’attivazione di talent di rilievo nazionale come Francesco Alioto, Baby & Frank e Michele Basile. I talent coinvolti hanno raccontato il mood di FantaSanremo che, come ogni momento conviviale, crea caos e sporcizia.

La soluzione a ogni problema? Chanteclair che mette tutti d’accordo, sia per la sua universalità e facilità d’uso, sia perché chi si unirà alla lega FantaSanremo Chanteclair potrà vincere voucher aerei e prodotti. I contenuti andati online su Instagram e TikTok hanno già superato 3 milioni di visualizzazioni per quelli con partecipazione degli influencer e 19 milioni di visualizzazioni per quelli del brand.

L’operazione è sviluppata da DigitalMakers in partnership con Advisor Digitali.

Nel vasto panorama degli influencer sui social media, spicca una classe di imprenditori-creator che sta rivoluzionando la visibilità online.

In questo affascinante scenario, gli imprenditori-creator emergono come pionieri. La loro presenza distintiva e autentica sui social media si traduce in opportunità imprenditoriali tangibili, ridefinendo il concetto di influencer nel contesto digitale.

Figure di spicco come Donato De Caprio, Carmen Fiorito - di NewMartina, Tommaso Mazzanti e Martina Strazzer hanno tracciato un percorso unico, introducendo - attraverso format - contenuti coinvolgenti e memorabili. Questi audaci innovatori convergono gestualità uniche, claim accattivanti e autenticità per plasmare mondi digitali straordinari, consolidandosi come imprenditori-creator che trascendono i confini del digitale. In un panorama in continua evoluzione dunque, il personal branding si rivela cruciale, evidenziando la maestria di questi influencer nel creare connessioni durature e trasformare la loro presenza online in un impatto tangibile nel mondo degli affari.

Ma questo è solo l'inizio di una trasformazione epica nel mondo dell'influencer marketing e della rivoluzione degli imprenditori-creator. Anche il personal branding si evolve, dando vita a opportunità imprenditoriali concrete.

Analizziamo insieme alcune delle chiavi del loro successo:

Lavoro manuale e processo creativo

La caratteristica unica di questi imprenditori-creator risiede nel loro lavoro manuale. Che si tratti di creare un oggetto o apportare modifiche, il processo creativo costituisce il cuore pulsante dei loro contenuti. Dai primi passi con la materia prima fino al prodotto finito, i loro video offrono al pubblico un coinvolgente viaggio attraverso il loro mestiere, dalla A alla Z.

Gestualità ipnotica e signature moves

La maestria e l'eleganza con cui questi creatori eseguono le loro attività conferiscono loro una gestualità ipnotica. Queste gestualità diventano vere e proprie firme, come il "giro con tela" di Sara di dipingo.s o i veloci gesti di NewMartina mentre nebulizza l’acqua.

Ognuno di loro presenta mosse distintive, riconosciute istantaneamente dal pubblico.

Claim accattivanti e status da influencer come leva, non come fine

L'utilizzo di slogan accattivanti, come «bada come la fuma» - dellinconfondibile @allanticovinaio - conferisce un elemento distintivo ai contenuti. Tuttavia, la vera forza trainante di questi imprenditori-creator risiede nell'adozione della celebrità come leva e non come obiettivo finale. A differenza delle generazioni precedenti di personaggi famosi infatti, la loro strategia è orientata a capitalizzare la popolarità per espandere in modo proattivo il loro core business.

Effetti ASMR e produzione senza montaggio

L'inclusione di effetti ASMR, sia a livello visivo che audio, è un'altra tattica vincente. Gli effetti più comuni sono udibili, come sussurri, graffi o mormorii, ma anche movimenti specifici possono funzionare come trigger: dai macro sul coltello che affondano nella focaccia, ai suoni avvolgenti del processo creativo, questi imprenditori creano un'esperienza sensoriale coinvolgente. Sorprendentemente, producono senza bisogno di montaggio, mantenendo la naturalezza e la spontaneità nei loro video, che spesso durano perfettamente 30 secondi.

La chiave del successo dei “nuovi influencer” dunque sembra risiedere nella loro natura imprenditoriale. Utilizzano la loro fama sui social media per aprire nuovi punti vendita, lanciare nuovi prodotti e nuovi e-commerce.

Questa nuova classe di creator si adatta perfettamente alle piattaforme social che verticalizzano sulle singole professioni e uniscono la creazione di contenuti alla vendita di prodotti.

Il futuro dell'influencer marketing appartiene dunque a chi ci mette la faccia? A coloro che con passione e maestria non solo creano, ma plasmano mondi digitali che vanno oltre la superficie? Sono di certo artefici di ispirazione, narratori che catturano l'attenzione di una platea sempre più vasta. In questo contesto, la chiave del loro successo risiede non solo nella capacità di intrattenere e affascinare, ma anche nell'abilità di tradurre questa visibilità in opportunità concrete.

Partire dai like e arrivare a mettere in piedi un’azienda: è "l'impresa" - in tutti i sensi - portata avanti da questi giovani talenti . Diversi i casi di studio che offrono spunti per comprendere dinamiche nuove di imprenditoria e massimizzare gli investimenti in un mondo con enormi margini di crescita.

Gli imprenditori-creator da tenere d’occhio:

Donato De Caprio: dai like all'apertura di un locale di successo a Napoli

Donato De Caprio, tiktoker e influencer partenopeo, ha ottenuto uno straordinario successo con i suoi video sulla preparazione di panini. Con oltre 81 milioni di like, ha trasformato la sua fama sui social in un'opportunità imprenditoriale. Il suo locale a Napoli è diventato un punto di riferimento, evidenziando come partire dai like possa portare alla creazione di un'azienda di successo.

Martina Strazzer: un successo enorme nel settore dei gioielli

Martina Strazzer è una delle tiktoker italiane più conosciute con un seguito di oltre un milione e mezzo di follower. Oltre a creare contenuti coinvolgenti, è anche un'imprenditrice di successo nel settore dei gioielli. Il suo brand ha conquistato fette di mercato inesplorate dalla concorrenza, grazie alla sua abilità nel pubblicizzare i prodotti attraverso i social. Il suo motto «oggi mi cambio le orecchie» ha stimolato la curiosità e l'interesse dei suoi follower, trasformandoli in clienti fedeli.

Carmen Fiorito - NewMartina: dal negozio di telefonia alla ribalta internazionale

Carmen Fiorito, nota come NewMartina, ha dimostrato che la viralità può essere raggiunta in modi inaspettati. Gestendo un negozio di telefonia a Napoli, il suo approccio semplice di cambiare le pellicole degli smartphone ha attirato l'attenzione di milioni di persone. Con oltre 4.8 milioni di follower su TikTok, ha conquistato la ribalta internazionale, dimostrando che la capacità di catturare l'interesse del pubblico può portare a un successo straordinario.

Oggi il suo negozio principale - da una media di 50 clienti al giorno - vanta di “essere quotidianamente invaso” da 200, 1000, 1500 persone: “ci sono anche giornate da 2mila accessi”.

Ha aiutato la famiglia ad assumere personale, a ristrutturare e ampliare il negozio di Napoli e da poco ha aperto un altro punto vendita a Bologna. Ha creato anche una sua linea di gioielli e ha scritto un libro che uscirà l’8 dicembre.

Tommaso Mazzanti - All’Antico Vinaio: dal retro di piazza della Signoria al locale più famoso al mondo

Tommaso Mazzanti ha trasformato un locale fiorentino, All’Antico Vinaio, in un fenomeno globale. Specializzato in schiacciate fiorentine, il suo business è diventato il più votato e recensito al mondo, con oltre 675.000 follower su Instagram. Ha aperto sette sedi in Italia e negli Stati Uniti, dimostrando che la combinazione di una materia prima eccezionale e una tendenza incontenibile può portare al successo su scala internazionale.

Questi sono solo alcuni di quella calsse di nuovi imprenditori-creator che testimoniano la potente fusione tra creatività, intraprendenza e visibilità online, capaci di trasformare il successo digitale in opportunità imprenditoriali concrete.

La capacità di plasmare il futuro del proprio business è nelle mani di coloro che sanno coniugare gli ingredienti fondamentali di questo successo. Tieni a mente e coniuga anche tu: passione, maestria creativa e strategie di marketing.

Ci lasciamo con questo nuovo mantra e… good luck!

>>> shape your business' future - it's in your hands!

Nell’ampio scenario dei social media, TikTok si è affermato come uno dei principali canali per la diffusione di video brevi. Da app dei balletti a strumento di marketing il passo è stato più breve di quel che sembrava all'inizio, rendendo TikTok una piattaforma adatta anche ai meno giovani.

Ogni generazione, infatti, presenta per così dire le sue tendenze, il proprio linguaggio e comportamenti distintivi. Questi elementi possono fornire preziose informazioni per capitalizzare sui trend virali e integrarli nelle strategie di marketing. Ma cosa sono esattamente i TikTok Trends e come possono essere sfruttati in una strategia di content marketing?

Il termine "trend" è spesso soggetto a interpretazioni diverse. È possibile delineare le varie sfaccettature di ciò che suscita interesse o dei cambiamenti nei modelli di vendita nel corso del tempo. Per essere più chiari, lo utilizziamo per descrivere i formati creativi, le idee e i comportamenti che catturano l'attenzione su TikTok, influenzando a loro volta le azioni delle persone sulla piattaforma.

In questo articolo esploreremo il mondo di TikTok e dei Trends e come noi di DigitalMakers abbiamo utilizzato questo canale di comunicazione per la nostra strategia.

Cos'è TikTok e come funziona (boomer edition)

Per i neofiti o per coloro che appartengono alla generazione definita dei "boomer", TikTok è una piattaforma di social media orientata all'intrattenimento in versione video, rappresentando una rivoluzione nel modo in cui le persone consumano e creano contenuti digitali.

Lanciata nel 2016 dalla società cinese ByteDance, TikTok ha guadagnato rapidamente popolarità tra i giovani di tutto il mondo, diventando un fenomeno culturale con un impatto significativo sulla forma e sulle dinamiche dei contenuti online. La chiave del successo di TikTok risiede nella sua brevità e nella sua natura immediata. Gli utenti possono creare video di breve durata, in media di 15-60 secondi e condividerli con il mondo intero, offrendo un formato rapido e coinvolgente che si adatta perfettamente all'attenzione sempre più breve degli utenti digitali.

Il formato verticale di TikTok si integra in modo naturale con l'utilizzo dei dispositivi mobili, rendendo l'applicazione facilmente accessibile e pronta all'uso in qualsiasi momento. Questo ha contribuito a una diffusione rapida e massiccia dell'app tra gli utenti di tutte le fasce d'età, consentendo a TikTok di creare una comunità globale diversificata di creatori e spettatori. La piattaforma ospita una vasta gamma di argomenti, da balletti e sketch comici a tutorial di cucina, consigli di vita e molto altro. Questa diversità di contenuti rende TikTok una piattaforma in grado di soddisfare una vasta gamma di interessi, contribuendo a stabilire un ambiente inclusivo e aperto a nuove espressioni creative.

L'approccio decentralizzato alla creazione di contenuti ha permesso a persone di tutto il mondo di condividere le proprie storie e talenti, contribuendo a un panorama mediatico più diversificato e accessibile.

In conclusione, TikTok non è solo una piattaforma di intrattenimento, ma anche una forza che ha modellato e influenzato la cultura digitale contemporanea.

@factanza

#meme #boomer #lavoro #genz #giovani

♬ suono originale - factanza

Trend di TikTok: quali sono e come sfruttarli nella strategia di marketing?

I TikTok Trends rappresentano le tendenze più popolari del momento sulla piattaforma. Questi possono riguardare musica o audio, filtri, challenge o qualsiasi altro elemento che sta attirando l'attenzione degli utenti. Per sfruttare al meglio queste tendenze nel marketing, è essenziale rimanere costantemente aggiornati su ciò che è popolare su TikTok. Monitorare le tendenze in corso e creare contenuti pertinenti può essere un modo efficace per aumentare la visibilità del proprio profilo o brand.

Che ci piaccia oppure no, TikTok è qui ed è destinato a restarci! Vediamo allora i trend che risultano più diffusi (ma per lo più incomprensibili) in Italia:

POV (1008,5B di visualizzazioni)

Alcuni hashtag ricorrenti sono dei semplici acronimi, come POV (Point of View), anche se in realtà il loro uso è gergale. #POV ad esempio sono i video che fanno il verso a personaggi o situazioni comuni estremizzandone le conseguenze con un intento satirico.

Second Hand e Dropshipping (8,4B di visualizzazioni)

Un altro grande trend riguarda la realizzazione di video a tema second hand e dropshipping. Molti creator mostrano i propri acquisti fatti su piattaforme come Vinted, descrivendo la propria esperienza e provando in diretta i capi. C’è inoltre chi riprende il decluttering dell’armadio, annunciando quali vestiti sarà possibile trovare di lì a poco sul proprio profilo personale (di Vinted). Tutto nell’ottica della più grande tendenza che mira a rendere l’economia circolare e sostenibile.

BookTok (190,2B di visualizzazioni)

Su TikTok spopolano anche i video monotematici, in cui esperti, professionisti o semplici appassionati si concentrano su temi verticali. L’hashtag che va per la maggiore è #booktok che riguarda ovviamente i libri, le letture e le recensioni.

NPC (14,4B di visualizzazioni)

Novità delle ultime settimane è il trend delle live NPC, l'acronimo per non-playable character. Il trend attinge direttamente dall'universo dei videogiochi e si traduce su TikTok attraverso i suoi creator. I tiktoker si comportano come i personaggi di un gioco rispondendo e reagendo esclusivamente agli stimoli degli utenti che stanno guardando la diretta, sotto forma di donazioni e reaction. In questo trend, il creator "interagisce" con gli spettatori riproponendo la stessa frase o gesto ogni volta che riceve una donazione o una particolare reazione durante la trasmissione in diretta.
Tra le tiktoker più celebri in Italia, spicca Giuliana Florio, che al momento vanta circa 541,4K follower su TikTok.

@tvtrash2.0

#giuliana #giulianaflorio #ocorsacroesangennaro #npc #npcitalia

♬ suono originale - 𝗧𝘃𝗧𝗿𝗮𝘀𝗵𝟮.𝟬📺

Trend sì, ma anche frequenza: davvero solo balletti su TikTok?

Sebbene TikTok sia noto per i suoi video con coreografie e “balletti”, sui quali alcuni ci costruiscono completamente la loro immagine, i TikTok Trends non si limitano solo a questo genere. Le tendenze possono riguardare qualsiasi cosa, dalla cucina alle recensioni di prodotti, dall'umorismo alla moda. È importante avere una mente aperta e non limitarsi solo ai trend più evidenti. Sperimentare con diversi contenuti può portare a scoprire nuove opportunità di coinvolgimento e crescita.

Differenze tra musica e audio

Su TikTok, è importante distinguere tra l'uso di musica e l’uso di audio. Mentre la musica può essere utilizzata come colonna sonora per i propri video, l'audio può essere un suono o una frase particolare che gli utenti ripetono o reinterpretano nei propri contenuti. Ad esempio, una canzone popolare può diventare un trend musicale, mentre una battuta famosa può diventare un trend audio. Entrambi possono essere sfruttati per creare contenuti che si collegano ai trend del momento. Qui possiamo vedere la classifica delle musiche più in trend degli ultimi 30 giorni in Italia:

Trend TikTok: quando i video vanno virali

Uno dei principali obiettivi nell'utilizzo dei TikTok Trends nella strategia di marketing è rendere i video virali. Questo significa che il contenuto raggiunge un vasto pubblico e genera condivisioni, commenti e like (engagement). Per ottenere questo risultato, è importante rimanere autentici, creativi e pertinenti alle tendenze in corso.

Come ogni piattaforma social gratuita, l’obiettivo principale della stessa è quello di far rimanere gli utenti il più a lungo possibile al suo interno. A differenza degli altri social, non è necessario avere milioni di follower per diventare virali, o meglio, portare un contenuto a essere virale. Se un contenuto viene visto dal pubblico adatto, può fare ugualmente migliaia o milioni di visualizzazioni e interazioni.

Ne è un esempio la clip di 12 secondi della modella Leah Halton che sta diventando il contenuto più visto sul social, un video che la riprende in auto mentre sorride e canticchia in sincro sulle note di Praise Jah in the Moonlight di YG Marley. Pubblicata lo scorso 5 febbraio, oggi ha raggiunto oltre 800M di visualizzazioni, 50,2M di like, 1,9M di commenti e ben 4,6M di salvataggi.

@looooooooch

Summer😊#Inverted

♬ Praise Jah In The Moonlight - YG Marley

Ma perché un video come questo o come quello di Bella Poarch da 65M di like, pubblicato nel 2020, va virale?

Non c’è una risposta certa, ma abbiamo qualche idea:

Insomma, alla fine torniamo sempre lì: i contenuti più autentici e meno impostati sono quelli che funzionano meglio e ottengono più risultati. Un po’ come il fenomeno della Gen Z Shake, il tremolio del telefono che la Generazione Z spesso fa prima di iniziare a registrare un video. Un gesto che, secondo alcuni, serve a dare un’impressione di spontaneità e autenticità, che si contrappone a quello della Millennium Pause, un retaggio dell’era delle VHS in cui era necessario attendere un attimo per far partire la registrazione e assicurarsi che non ci fossero interruzioni.

DigitalMakers Think Corner i TIkTok Trends

TikTok Trends: come li abbiamo usati nella nostra strategia di comunicazione

Come ogni digital agency che si rispetti abbiamo cavalcato anche noi l’onda dei trend (e non solo) per migliorare la nostra visibilità online. Per fare questo è stato necessario rimanere aggiornati sulle tendenze in corso, sperimentare con diversi tipi di contenuti e cercare di creare video virali: come quella volta che abbiamo fatto ballare il nostro Alessandro e tutto l’ufficio dopo l’uscita della serie Amazon Pesci Piccoli.

@i_makers_

Ciao mamma guarda come mi diverto @Gianluca Fru @The Jackal @Prime Video #digitalmakers #neiperte #agencylife #virale #perte #pescipiccoli #dance #ballo #viral #pt

♬ suono originale - I Makers

Abbiamo scelto di raccontare in chiave ironica chi sono i Makers, senza prenderci troppo sul serio, e il nostro ufficio. Ci piace raccontare tutto ciò che riguarda il nostro lavoro: le sfide e le frustrazioni, ma anche gli aspetti divertenti. Facciamo leva sul tema del south working, evidenziando che lavorare al sud non solo è possibile, ma anche bellissimo. Il tema del lavoro agile e di uffici non-uffici è un tema caldo che interessa tanto i Millennials quanto i Gen-Z. Ci piace ironizzare sulle grandi dimensioni del nostro ufficio, dove ci si può perdere o imboscare per fare le call (Mariarita docet).

@i_makers_

Bella la sede grande, la terrazza, le innumerevoli stanze… il difficile arriva quando devi cercare il project. . #digitalmakers #neiperte #agencylife #virale #perte #theoffice #pt #officelife #officetok

♬ I'm A Believer - Smash Mouth

Questa tipologia di contenuti stimola l’interazione con gli addetti ai lavori e, più in generale, con chi lavora in un ufficio. Gli utenti, riconoscendosi nelle situazioni stereotipate sulle quali ironizziamo, sono più inclini a condividere, commentare o interagire con i contenuti.

@i_makers_

Ufficio che vai, persone che trovi… Tagga i tuoi colleghi 👇🏻🤣 #neiperte #perte #pt #digitalmakers #office #officelife #ufficio #agenziadicomunicazione #digitalmarketing #digitalagency #virale

♬ original sound - tatamsounds

@i_makers_

Cavalchiamo il trend, ma anche lo stress🪩 #neiperte #perte #pt #digitalmakers #office #officelife #ufficio #agenziadicomunicazione #digitalmarketing #digitalagency #virale #officehumor

♬ Benjamins Deli - JRitt

E tanto altro ancora nel nostro profilo.

Su TikTok DigitalMakers non vuole rivolgersi soltanto ai follower dei trend, ma anche a potenziali collaboratori o ai curiosi del settore. Attraverso i nostri contenuti stiamo contribuendo a delineare l’identità di DigitalMakers sia come un luogo di lavoro felice e stimolante, in cui è possibile crescere professionalmente, sia come fonte autorevole di settore per attrarre gli occhi dei più curiosi... e non abbiamo ancora finito.

In fin dei conti, anche questo è lavoro.

Quali sono i trend di TikTok più virali?

Il trend POV è virale perché invita gli utenti a raccontare, anche in maniera ironica, il proprio punto di vista. Un nuovissimo trend sta spopolando su TikTok Italia in questi giorni: creare contenuti sfruttando l'audio estratto dalle live NCP della creator Giuliana Florio.

Come crescere su TikTok?

Essere al corrente delle tendenze di TikTok è uno step essenziale nella strategia di content: le aziende che intendono utilizzare il canale per la propria comunicazione, dopo aver identificato il target da raggiungere, possono creare contenuti ad hoc per il proprio pubblico cavalcando l'onda dei TikTok trends!

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