Lavorare nel Marketing da Palermo: la storia di South Working di Riccardo Tumminello

La nostra rubrica Storie di South Working si arricchisce dell’esperienza di Riccardo Tumminello, palermitano di nascita e oggi Global Marketing Director di FFIND, che ci racconta il suo percorso atipico dall'ingegneria verso il marketing.

Leggi l’intervista per scoprire come sia arrivato a lavorare dal Sud, dopo l'esperienza in grandi multinazionali italiane in cui, tra le tante responsabilità, si è occupato della brand rejuvenation di un marchio storico e alla realizzazione di un brand event visto in diretta tv da oltre 10 milioni di telespettatori.

Come è iniziata la tua carriera nel settore del Marketing Strategico?

La mia avventura nel mondo del marketing è una scelta ponderata. È un mondo che mi ha sempre affascinato, tuttavia, è stato durante il corso di marketing all'università che ho avuto la conferma: questa era la mia passione, doveva essere anche il mio futuro.

Ho lasciato la Sicilia con l’ambizione di assorbire il più possibile da aziende grandi e strutturate; ho avuto la fortuna di poter lavorare in alcune di quelle che reputo delle vere e proprie “scuole di marketing”, con dei professionisti che mi hanno, di fatto, insegnato un mestiere.

Per anni sono andato di corsa esplorando quasi ogni angolo del marketing: dalle ricerche di mercato e analisi dei dati, allo sviluppo e lancio di prodotti in mercati internazionali, la gestione di eventi e complessi shooting per la produzione di contenuti, la strategia di comunicazione digitale.

Da poco più di un anno ho realizzato il sogno di rientrare in Sicilia; tutte le esperienze mi hanno permesso di poter gestire il dipartimento marketing di FFIND, una tra le poche realtà davvero multinazionali a Palermo, un luogo che non ho mai smesso di definire casa, neppure dopo tanti anni al nord.

Pensando a “Learning by Making”, quali sono gli insegnamenti più importanti che hai ricevuto dalle tue esperienze professionali?

Un insegnamento fondamentale l'ho ricevuto all'inizio della mia carriera, da colui che è stato il mio primo capo. Malgrado fossi nell'azienda da pochi mesi, mi fu affidata la responsabilità di partecipare da solo ad un meeting con il CEO per discutere i risultati di un'analisi da me condotta e che avrebbe avuto un impatto significativo sull'azienda.

Quell'esperienza, oltre ad insegnarmi tanto sul come gestire determinate dinamiche aziendali a tutti i livelli, mi ha trasmesso in modo indelebile l'importanza dell'empowerment nella crescita professionale, quanto il sentire la responsabilità del proprio lavoro sia importante per poter davvero fare la differenza; è la solida base su cui ho impostato il mio modo di gestire i team negli anni.

Cosa ti ha portato a lavorare nel Marketing dal Sud Italia?

Il giorno in cui partii, promisi a me stesso che sarei tornato, ma soltanto quando mi fossi sentito pronto ad offrire un valore concreto.

Il 2020 si è rivelato un anno di svolta, il più difficile per motivi ben noti, vissuto nell’angoscia di non sapere cosa sarebbe accaduto ai miei cari lontani.

Tuttavia, è diventato anche l’anno più straordinario, poiché mi ha reso padre. Questo cambio radicale nella mia vita personale è stato il segnale che aspettavo per fare ritorno.

Due anni dopo, ho trovato l'ambiente perfetto per me: una multinazionale in rapida espansione aveva bisogno di ripensare da zero il suo dipartimento marketing; ecco la mia opportunità: unire strategia e azioni concrete e di breve termine, per fare la differenza; l’analisi al servizio della creatività.

Ho letto volentieri l’intervista di Francesco Anzelmo in cui descrive la Sicilia come il suo punto di partenza; è stato per me all’inizio sorprendente constatare quanti professionisti, come lui, abbiano scelto di investire al Sud.

Questa tendenza sta contribuendo rapidamente a colmare il divario competitivo con le realtà più consolidate e storiche del Nord. Per me, il ritorno in Sicilia rappresenta una nuova partenza, un’occasione per trovare l’equilibrio tra vita personale e professionale, essenziale per garantire il massimo impegno in entrambi gli ambiti.

Pro e contro: quali sono le sfide e quali i vantaggi di lavorare nel marketing dalla Sicilia?

Oltre alle significative motivazioni personali, che indirettamente influenzano in modo decisivo la vita professionale, quello che continua a stupirmi è la cultura dei rapporti umani, sia all'interno dell'azienda sia nella gestione dei clienti. I nostri clienti provengono da ogni angolo del mondo e siamo il loro unico fornitore nel Sud Italia, un fatto che ci rende particolarmente orgogliosi. Un feedback che spesso ci danno è che la loro alta fedeltà nei nostri confronti è anche determinata dalla cura che abbiamo nei rapporti con loro, che trascende le convenzioni del business tradizionale, ponendo un’enfasi speciale sull'elemento umano, come mai mi era capitato di vedere.

Una delle principali sfide è tuttora la diffidenza iniziale da parte di chi non ti conosce, poiché persiste ancora l'idea che i migliori professionisti siano concentrati esclusivamente a Milano, nonostante la situazione sia in netto miglioramento rispetto a solo pochi anni fa.

Un altro ostacolo è la limitata importanza data alla formazione manageriale; spesso, la mancanza di percorsi di crescita e di carriera, produce degli specialisti con una forte focalizzazione sul breve termine ma senza una visione di come far evolvere il business sul lungo termine.

Questa tendenza è influenzata dalle esigenze economiche immediate e da una minore competitività rispetto al Nord Italia. Tuttavia, l'aumento del lavoro da remoto e il ritorno di professionisti con esperienze diverse stanno contribuendo a un miglioramento generale e a un innalzamento degli standard.

Ci dai 3 consigli per chi, come te, vorrebbe fare South working?

Per intraprendere il viaggio del South Working, il primo passo è essere convinti della propria scelta. Spesso le motivazioni personali possono essere così forti da indurci a sottovalutare il nostro valore professionale.

Ricorda: se tornare è difficile fa che ripartire lo sia ancora di più! Una volta rientrat*, concediti il tempo necessario per adattarti. Ci saranno giorni in cui potresti dubitare della tua decisione, ma è tutto parte del percorso.

Il mio secondo consiglio è di non dare per scontato la necessità di riadattarsi ad uno stile di vita e di lavoro differente, con i suoi ritmi particolari e un approccio unico. Prova a capitalizzare sulle esperienze passate per ambire a posizioni di più alta responsabilità e poter mantenere un livello di stipendio adeguato, in una geografia che mediamente continua ancora ad avere un livello retributivo inferiore rispetto al Nord.

Soprattutto se lavori in remoto, è inoltre cruciale costruire una rete di contatti locali, fondamentali per integrarsi in un ambiente lavorativo che potrebbe essere diverso da quello a cui sei abituat*.

Infine, il consiglio più importante: occhio ai pranzi! Dimentica il tipico pranzo da ufficio del Nord, preparati alla sacralità del pranzo al Sud ma, soprattutto, non cadere nella tentazione del pranzo in famiglia se vuoi riuscire a terminare la tua giornata lavorativa senza dover essere costrett* a cedere al riposino forzato!

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Ogni tanto ti invieremo un’email per raccontarti le cose belle che facciamo.

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