Marketing dalla Sicilia: Silvia Gennaro racconta come essere parte del cambiamento

Storie di South Working ospita Silvia Gennaro, Head of Marketing per Southside, per la nuova intervista che vuole esplorare e raccontare cosa significa lavorare nel digital marketing dalla Sicilia.

Silvia è nata a Palermo ma negli ultimi 15 anni della sua vita ha avuto modo di vivere in California, a Roma, a Barcellona (dove si è formata professionalmente) e persino alle Canarie, dove torna con molto piacere a lavorare da remoto ormai ogni anno.

Se vivere nella capitale, negli Stati Uniti e anche in Spagna le ha dato molto sia a livello personale che professionale, la pandemia è stata per lei il trigger per iniziare un percorso di rientro in Sicilia con Palermo come base.

Tra voglia di tornare e la possibilità di essere una nomade digitale, Silvia Gennaro ci racconta come sta partecipando al cambiamento che vede la Sicilia come l’attuale frontiera del South Working.

Come è iniziata la tua carriera nel settore del Marketing Digitale?

Il mio percorso professionale è stato super variegato come la mia storia, ho sempre amato la sfida che si lega alle vendite e sono una persona che cerca di trovare il valore nelle cose e nelle persone.

Ho sempre saputo di volere una certa flessibilità nel lavoro e sono sempre stata una persona tanto pratica quanto creativa.

La mia carriera inizia a Barcellona, con un primo lavoro in una startup molto nota in Spagna (Wallapop), qui ho iniziato nella moderazione di catalogo e dopo un mese ho avuto l’opportunità di mettere su un team di 20 moderatori e di creare processi e gestire i loro flussi di lavoro.

Questa prima esperienza di junior management è stata molto importante per me e mi ha dato modo di familiarizzare con l’ecosistema startup, di cui mi sono innamorata.

Dopo un po’ è nato in me il desiderio di fare qualcosa che potesse ancora di più coinvolgere la mia personalità, metodica ma anche abbastanza creativa. Così ho iniziato un percorso di upskilling, in cui prima di tutto ho individuato quale settore potesse interessarmi di più.

In questo periodo durato un anno, ho lavorato in Amazon e collaborato come stagista con una agenzia di social media marketing, finché a settembre 2018 ho iniziato a lavorare in una startup che si occupa di sostenibilità ambientale come Country Manager Italia e lì sono rimasta per più di due anni ricoprendo successivamente anche altri ruoli per il sud Europa.

Con l’arrivo della pandemia ho cominciato la mia attività di libera professione, con consulenze per aziende e di personal branding in seguito all’esperienza maturata con campagne di influencer marketing.

In questo momento ho cominciato la vita da nomade digitale tra Barcellona, la Sicilia e le isole Canarie. Questa maggiore frequenza di permanenza in Sicilia mi ha permesso di osservare cosa si stesse muovendo a Palermo in termini di opportunità grazie al digitale e di investire ancora una volta nel mio upskilling con un master in digital marketing di Edgemony, che mi ha aiutato non solo a chiudere il cerchio delle mie competenze nel digital marketing complementando con Paid ads e nozioni di CRM che ho potuto subito mettere in pratica con una startup palermitana in ambito health tech Restorative Neurotechnologies.

Nell’ultimo anno e mezzo ha avuto modo di collaborare con tante aziende, persone e realtà interessanti (Magnisi, LB&Partners, Lisca Bianca solo per citarne alcuni) fino a giungere alla mia attuale società, Southside.

Sono felice della posizione che ricopro adesso come Head of Marketing per Southside, società di consulenza per aziende, credo che sia una bellissima realtà, con cui stiamo costruendo tante cose belle per e con imprenditori locali e non.

Quali sono gli insegnamenti più importanti che hai ricavato dalle tue esperienze professionali precedenti?

Le tappe più significative delle mie esperienze precedenti sono quelle in cui ho pianificato un cambiamento, ho avuto fede sul fatto che “Rome wasn’t built in a day” e che ci sono dei momenti in cui stai vivendo un'evoluzione interiore e stai reinvestendo in te stessa senza che nessuno capisca dove tu voglia andare e va bene così.

Ci sono stati momenti in cui ho dovuto prendere il cuore in mano e buttarmi, altri in cui ho dovuto avere fede nel processo e pazienza, non ho mai smesso di studiare, imparare cose nuove e assorbire da chi aveva qualcosa da insegnarmi.

  • Fiducia nel processo
  • Coraggio
  • Pazienza
  • Passione per il mio lavoro
  • Capacità di aver sempre chiaro il perchè di quello che faccio
  • Ascoltarsi sempre.

Cosa ti ha portato a lavorare nel digitale dal Sud Italia?

Tornare a far base a Palermo è stata una mia scelta, lungamente ponderata, che ha stupito molto alcuni e non troppo altri.

Diciamo che una parte della scelta è stata personale e un’altra legata a una forte voglia di dare il mio contributo dopo tanto tempo lontana da casa mia.

Fare il South Working mi appaga perché applico le mie regole quali la flessibilità, lavoro da remoto, sport (pratico il surf da quando visito le Canarie), viaggi, remote work da altre località. Da un paio d’anni dedico anche parte del mio tempo all’insegnamento del digital marketing per diverse realtà e ho scoperto che mi piace molto.

Ho visto che l’insegnamento amplifica in altro modo il mio impatto sul territorio e le persone che incontro, grazie alla possibilità di offrire degli strumenti alle persone per comunicare meglio i propri business o dar vita ai loro progetti.

Pro e contro: quali sono le sfide e quali i vantaggi di lavorare nel marketing digitale dalla Sicilia?

I veri pro per me sono quelli di avere vicina la mia famiglia, e di poter riconnettermi con le tradizioni che mi sono mancate o in alcuni casi neanche conoscevo avendo passato la metà della mia vita altrove.

I contro invece riguardano la grossissima sfida di mentalità e ambientale/sociale: spesso se hai gli occhiali dell’”altrove” come me puoi sentirti molto solo al tuo rientro.

C’è una cosa chiamata “reverse culture shock” che è proprio quel sentimento identificato in psicologia nelle persone che hanno vissuto tanto tempo in un altro contesto e poi sono rientrate a casa.

Penso che per la vita che faccio e per come sono fatta forse convivrò sempre un po’ con questo sentimento, ma d’altra parte penso che sia molto bello accogliere come uno straniero qualcosa che in realtà ti appartiene e allo stesso tempo sentirsi parte attiva del cambiamento.

A parte che ho potuto conoscere tante persone che come me hanno vissuto altrove e sono rientrati in Sicilia e con loro anche sognare la Sicilia che vorremmo.

Ci dai 3 consigli per chi, come te, vorrebbe fare South Working?

Consiglio n.1: ascolta il tuo istinto e trova i tuoi motivi per farlo!

Consiglio n.2: trova il tuo modo, non c’è un solo modo per farlo, è necessario conoscere te stesso e avere chiare quelle competenze forti e quelle caratteristiche forti che sempre ti salveranno anche nelle difficoltà, se ancora non ce le hai, aspetta a fare questo passo

Consiglio n.3: se credi di poter fare il passo, ma ti stai cag**do sotto è normale anche quello, se non arriva il momento giusto stic**zi, inizia a pianificare e muoviti! Le cose, se ti muovi, arrivano.

Restiamo in contatto?

Ogni tanto ti invieremo un’email per raccontarti le cose belle che facciamo.

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