Negli ultimi tempi, stiamo assistendo alla grande evoluzione dell'intelligenza artificiale che sta aprendo le porte a nuovi scenari professionali catapultandoci in ciò che sembra essere già il futuro.

Tema caldo, caldissimo: l'intelligenza artificiale (IA) è il risultato di studi e ricerche scientifiche in ambito informatico e non solo. Sotto l’etichetta “artificial intelligence” rientrano tutti quei sistemi intelligenti, per l’appunto, in grado di imitare le capacità cognitive umane, come l'apprendimento, il ragionamento e la risoluzione di problemi.

Si è parlato di impatto sul mercato del lavoro, licenziamenti di massa, competenze che presto non saranno più richieste, e di veloci salti in avanti verso una società che non sarà più costretta a lavorare perché l’intelligenza artificiale potrà prendersi carico di tutti quei mestieri per cui è richiesta forza fisica o grandi livelli di analisi e calcolo.

L'intelligenza artificiale ci ha già stupito con strumenti di lavoro alla portata di tutti e con app che permettono anche ai meno creativi di cimentarsi in musica e svariate espressioni artistiche.

In questo articolo abbiamo voluto delineare lo stato delle cose: scopriremo quali tipi di AI esistono a tutt’oggi, a cosa serve l’intelligenza artificiale e come possiamo usarla nel digital marketing.

Le immagini di questo articolo sono tutte generate con l'intelligenza artificiale di Canva. Ci siamo divertiti a interrogare l'IA e a scoprire i risultati delle nostre richieste.

Che cos'è l'intelligenza artificiale?

Partiamo dalle basi. Esistono diverse definizioni di intelligenza artificiale, ma in generale si può affermare che si tratta di un'ampia gamma di tecnologie che consentono ai computer di svolgere attività che tradizionalmente richiedono l’intervento dell’intelligenza umana.

Quando parliamo di AI, cosa intendiamo realmente? L’intelligenza artificiale trova già applicazione nei settori della sanità, finanza, produzione, trasporti, retail e chi più ne ha più ne metta. Attualmente, l’utilizzo dell’artificial intelligence si è sviluppato in queste forme:

In un’analisi pro e contro, tra i potenziali benefici emergono anche alcune preoccupazioni. Se da un lato l’AI sembra poter aumentare la produttività e l'efficienza umane, migliorando anche la qualità dei servizi offerti e contribuendo a snellire la comunicazione verso i consumatori, dall’altro si teme che l’uso dell’intelligenza artificiale possa violare la privacy ed esulare il controllo umano.

I timori verso uno strumento nuovo e potentissimo che, oltretutto, imita le capacità umane sono del tutto leciti, anche se a volte estremi. Resta comunque il fatto che l’intelligenza artificiale segue sviluppi molto rapidi e che abbiamo contatti con strumenti che utilizzano l’IA quotidianamente, solo che non sempre lo sappiamo!

Fun fact: alla richiesta di creare un'immagine di un uomo con uno smartphone in mano, abbiamo ottenuto una donna che guarda con attenzione il retro del suo telefono!

Intelligenza artificiale e digital marketing

L'applicazione dell’IA nel settore del marketing digitale sfrutta principalmente la capacità di raccolta di dati, di elaborazione del linguaggio naturale, ma anche il machine learning e l'analisi dei dati per ottenere approfondimenti sui clienti e competitor, e svariate automazioni.

Il vantaggio dell'IA è che permette di ottenere rapidamente informazioni sui comportamenti dei clienti raccogliendo grandi quantità di dati. Questi dati possono essere utilizzati per rispondere e adattarsi alle esigenze dei clienti in base alle loro azioni e preferenze.

L’AI, infatti, può analizzare azioni, fare previsioni dei comportamenti per conoscere le preferenze, le abitudini e i bisogni degli utenti. Sembra un sogno, vero? Pensate a quanto tempo si può dedicare ad altro, mentre l’intelligenza artificiale elabora dati e tira le somme, dando suggerimenti e consegnando ai marketer strategie già ottimizzate per il funnel marketing o il customer journey di quei precisi consumatori, sia sul versante siti sia nell’ambito di annunci e copywriting.

E non finisce qui perché l’intelligenza artificiale è anche in grado di adattarsi e migliorare nel tempo utilizzando feedback e nuovi dati.

Non dimentichiamoci che l’intelligenza artificiale non soppianta il ruolo umano: si tratta di uno strumento, una tecnologia che ci permette di potenziare le nostre stesse capacità di analisi e di strategia riducendo i tempi di produzione e di messa a terra degli output. C’è da aggiungere che, in particolar modo per gli strategist, è proprio la competenza in carne e ossa a fare la differenza in termini di efficacia e di applicazione.

In soldoni, i marketer sono essenziali proprio per il loro tocco umano!

L’intelligenza artificiale generativa: in breve, cos’è e a cosa serve

L’intelligenza artificiale generativa è forse quella più chiacchierata nel settore del marketing digitale. Questo tipo di intelligenza, infatti, utilizza modelli avanzati di machine learning e deep learning per creare dati nuovi e originali sulla base del comando, o prompt, che le viene fornito.

A differenza di altre forme di IA che si concentrano sull'analisi o sulla classificazione dei dati, il modello generativo crea nuovi contenuti che non esistono nei dati su cui è stato addestrato.

Principalmente, chi si occupa di marketing digitale può sfruttare questo tipo di intelligenza per generare testi, non a caso stiamo assistendo a una vera e propria guerra dei prompt, quindi per scrivere articoli, rispondere a domande, creare storie, trovare ispirazione per le strategie di marketing, avere caption bell’e pronte e persino scrivere codice, oppure creare immagini e comporre musica.

Nel dettaglio tecnico, l’intelligenza artificiale generativa utilizza vari modelli di machine learning, tra cui:

I tool IA più utilizzati nel digital marketing al momento

Designer, social media manager, copywriter, SEO specialist, advertiser di tutti i canali hanno a disposizione un ventaglio di tool che operano in regime di intelligenza artificiale e che aiutano nel proprio lavoro quotidiano.

Nonostante l’hype generato da ChatGPT che può essere lo strumento di intelligenza artificiale generativa più discusso, ce ne sono molti altri che aiutano i marketer nei loro ruoli quotidiani. Possono aiutare i marketer in una varietà di funzioni, dalla generazione di contenuti all'automazione, alla SEO e al design.

Ecco alcuni degli strumenti di IA attualmente più consigliati da chi li usa ogni giorno:

Sguardi "ammiccanti" e duck face sembrano essere la prima scelta per l'intelligenza artificiale a cui abbiamo chiesto di realizzare un'immagine che mostrasse la bellezza.

AI per il marketing: come si comportano i brand

Cavalcare l’onda dell’IA generativa? Sì, molti brand l’hanno già fatto e, in alcuni casi, con risultati ironici e risvolti virali.

In barba all’importanza dell’impatto dell’intelligenza artificiale sulla nostra vita quotidiana digitale, sono tante le aziende che hanno scelto di giocare con l’AI per le proprie campagne di marketing, dando per scontato che tutta l’utenza fosse sul pezzo. D’altro canto, si sente parlare di intelligenza artificiale anche in televisione, nonostante il fenomeno abbia la sua vera grande eco online.

Se a livello mondiale ci si aspetta che gli sforzi verso l'implementazione dell'intelligenza artificiale generativa portino a una maggiore efficienza e produttività, tra riduzione dei costi e il miglioramento dei prodotti e servizi esistenti, i brand hanno invece già sfruttato l’IA ma in modo strategico per la promozione di prodotti e stimolo alla notorietà dei propri marchi.

È il caso di Heinz, potentissimo brand del settore food con un ketchup che non ha bisogno di grandi presentazioni. Heinz ha sfruttato l’intelligenza generativa per confermare come il suo marchio iconico sia persino noto all’IA.

Divertendosi e rendendo i confini tra realtà e artificialità ancora più blandi, Virgin Voyages ci porta nel dietro le quinte della campagna che vede protagonista JLo. In questo caso si esplicita già che l’ambassador sarebbe stata artificiale, ma attraverso i reali attori Virgin Voyages spinge sui plus dei propri viaggi rivolgendosi a diversi target.

Un altro brand che ha sfruttato la scia delle novità portate dall’intelligenza artificiale è Dove con la sua campagna di riflessione sull’impatto delle immagini generate artificialmente. In linea con i suoi valori, infatti, Dove esprime seri dubbi sugli standard di bellezza che in automatico l’IA crea se interpellata, giocando sull’uso dei prompt e la mission del Brand.

Quindi, invece di utilizzare l’intelligenza artificiale “solo” come strumento per l’output di tutte le attività di marketing, i brand più coraggiosi hanno utilizzato il clamore creato da questi stessi tool di generative AI per la loro comunicazione, strappandoci sicuramente un sorriso.

Un sorriso, però, ce lo strappa anche sapere che grazie all’intelligenza artificiale riusciamo già a targettizzare meglio, a portare gli utenti a un'interazione migliore e a spendere in modo più performante il budget.

A quanto sembra, per l'intelligenza artificiale lo scenario del futuro dell'IA ha il volto di una donna astronauta, bionda con gli occhi azzurri dallo sguardo nostalgico.

Come si evolverà l'intelligenza artificiale?

Secondo i trend e statistiche raccolti da Forbes, il mercato dell’IA può raggiungere i 407 miliardi di dollari entro il 2027.

Sappiamo già, perché noi stessi siamo spettatori, che il campo dell'intelligenza artificiale è in rapida evoluzione ed attualmente è complesso disegnare gli scenari futuri.

Ciononostante, è chiaro che l'IA continuerà a svolgere un ruolo importante nelle nostre vite nei prossimi anni e bisogna tenersi al passo, aggiornandosi sulle potenzialità dei tool di AI, sulle loro applicazioni e le svariate implicazioni.

Infatti, anche in Italia il mercato dell'intelligenza artificiale è in crescita, con un valore stimato di 5,7 miliardi di euro entro il 2025, mentre almeno un italiano su 4 ha già interagito una volta con ChatGPT.

Quindi, se da un lato è difficile esporsi delineando scenari futuristici in cui, tra macchine volanti robot umanoidi, l’essere umano non dovrà più lavorare, dall’altro possiamo già dire che l’intelligenza artificiale si è già insinuata sottopelle, almeno digitalmente parlando.

Forse non ce ne siamo neanche accorti, forse ne siamo più consapevoli, in ogni caso l’IA è già qui e con un risvolto inaspettato: portarci a una riflessione, più ampia, su noi stessi.

Per chiudere, abbiamo chiesto a Chat GPT “Come si evolverà l'intelligenza artificiale?”, giusto per sapere cosa ne pensa a riguardo: il risultato? Un breve trattato generato con la stessa passione di Nostradamus, speriamo però più oggettivo.

"L'evoluzione dell'intelligenza artificiale (IA) è un argomento affascinante e complesso, con molteplici direzioni di sviluppo. Ecco alcune delle principali aree in cui l'IA potrebbe evolversi nei prossimi anni:

L'IA è destinata a evolversi in modi che oggi possiamo solo immaginare, con un potenziale enorme per trasformare quasi ogni aspetto della società. Tuttavia, questa evoluzione dovrà essere gestita con attenzione per massimizzare i benefici e minimizzare i rischi".



In questa introduzione avremmo dovuto parlare di quanto il mondo sia cambiato dalla fine del 2022 quando Chat GPT ha fatto irruzione nelle nostre vite. Dopo essere stati circa 10 minuti davanti alla pagina bianca con il cursore lampeggiante, abbiamo fatto l’unica cosa che ci veniva in mente:

Non che non conosciamo gli infiniti modi in cui l’uso massiccio dell’intelligenza artificiale ha cambiato la nostra vita; ma siamo ormai così abituati a fare affidamento su Chat GPT che quasi non riusciamo a cominciare niente senza averla prima consultata.

L'avvento dei Large Language Models (LLM) come GPT (Generative Pre-trained Transformer) di OpenAI ha avuto un impatto significativo su molteplici settori, trasformando le modalità di interazione, creazione di contenuti, sviluppo di software e molto altro.

Questa tecnologia è stata fondamentale in campi come il marketing, il giornalismo, la programmazione, la ricerca e l’istruzione (e questi sono solo alcuni degli esempi pratici che mi ha fatto Chat GPT).

Ma spesso arrivare al risultato desiderato non è così semplice, in particolar modo per progetti complessi, ci ritroviamo quindi con dei risultati inutilizzabili, dopo aver perso tempo prezioso a parlare con un chatbot che non ci sembra più così intelligente.

Sicuramente questa esperienza risulta familiare a molti e il motivo è che, per quanto ci piaccia umanizzare gli strumenti di intelligenza artificiale, dobbiamo ricordarci che sono pur sempre dei computer e che non dobbiamo comunicare con loro come se ci rivolgessimo a un’altra persona.

Nessun modello linguistico ha subito dei maltrattamenti per scrivere questo articolo.

Per questo motivo da quando i LMM sono entrati nel discorso pubblico si è cominciato anche a parlare di prompt.

I prompt giocano un ruolo cruciale come interfaccia tra le complesse capacità computazionali dell'IA e le esigenze pratiche degli utenti. Creare prompt efficaci per l'IA, che sia Chat GPT o Google Gemini, non solo aumenta la produttività ma migliora anche la precisione con cui l'intelligenza artificiale può eseguire compiti specifici, trasformando dati grezzi in insight azionabili e strategie raffinate.

Questo articolo esplorerà come funzionano i prompt e quali sono le best practice per creare prompt efficaci nelle strategie di digital marketing.

Cos'è un prompt per l'IA?

Un prompt è semplicemente un comando: in informatica indica il segno che compare sul monitor del computer per segnalare all’utente che il sistema è pronto a ricevere istruzioni.

Se parliamo di LLM i prompt possono essere visti come istruzioni che diamo all'IA per indirizzarla verso un determinato compito.

Un prompt ben formulato è essenziale perché guida l'IA nel comprendere esattamente cosa ci aspettiamo, l'efficacia di un prompt dipende quindi dalla chiarezza e dalla precisione con cui viene formulato. Tanto più chiare e dettagliate saranno le nostre istruzioni, tanto più il risultato sarà aderente alle nostre aspettative.

Oltre a essere una semplice istruzione, il prompt per l'IA può essere arricchito con esempi o specificazioni che aiutano il modello a capire il contesto o il tono desiderato. Per esempio, se stiamo chiedendo di scrivere una poesia, possiamo aggiungere specifiche come lo stile o il tema della poesia.

Inoltre, il concetto di "prompt" non si limita solo al testo, in sistemi visivi o altri tipi di IA, come quelli utilizzati per riconoscere oggetti o suoni, il prompt può consistere in immagini o audio che servono da esempio o da guida per il compito richiesto.

Dunque il prompt è un elemento cruciale nell'interazione con sistemi di intelligenza artificiale e la sua formulazione influisce direttamente sulla capacità dell'IA di fornire risposte utili e pertinenti.

Come si crea un prompt (per Chat GPT e non solo)?

Anche se il miglior modo per imparare a dialogare con le IA è provare a lungo per cercare di capire quali comandi sono i più adatti per le nostre esigenze, esistono alcune semplici tecniche che possono aiutarci nel creare prompt efficaci.

Sicuramente il più usato è il role-playing una tecnica che consiste nel dare all'IA un ruolo specifico, come quello di un esperto in un determinato campo.

Il primo passo nel role-playing è definire chiaramente il ruolo che l'IA dovrebbe assumere. Questo può essere basato su professioni (come un medico, un avvocato, un agente di viaggi), personaggi storici o di fantasia, o anche su specifici comportamenti o toni (ad esempio, formale, amichevole, tecnico).

Una volta stabilito il ruolo, il prompt viene formulato in modo da riflettere questa identità. Ad esempio, se l'IA sta impersonando un esperto di digital marketing, il prompt potrebbe chiederle di elaborare un piano media o di fornire consigli su un target specifico.

I prompt formulati con il role-playing tendono a produrre risposte più pertinenti poiché l'IA ha una "guida" su come approcciare la questione.

Altre tecniche che si possono utilizzare per strutturare al meglio i prompt sono:

Barbie prompt engineer

Il prompt engineer: una nuova figura

L'evoluzione dell'intelligenza artificiale ha portato alla nascita di nuove professioni, tra cui quella del prompt engineer.

Gli ambiti di pertinenza del prompt engineering rimangono ancora abbastanza sfumati, visto che si tende a confondere questa con quella di altre figure che lavorano in ambito AI.

Il prompt engineer è specializzato nella creazione degli input testuali che guidano i modelli di IA nella generazione di risposte o output specifici. Il suo lavoro è fondamentale per massimizzare l'efficacia e l'efficienza dei modelli, assicurando che le risposte generate siano pertinenti.

I prompt engineer trovano impiego in una varietà di settori dal marketing allo sviluppo di software ma non esiste un percorso di studi specifico.

Diventare prompt engineer richiede delle competenze trasversali che comprendono da un lato la comprensione dei meccanismi di funzionamento dell’AI, dall’altro anche una spiccata creatività e propensione al ragionamento logico-deduttivo.

Sembra inoltre che il nuovo trend per le aziende statunitensi di AI sia assumere esperti di linguistica per la creazione dei prompt. Potrebbe questo aprire nuove prospettive per i laureati in materie umanistiche? È una possibilità concreta visto che alla base della elaborazione di un buon prompt ci sono pensiero creativo e conoscenza della lingua.

Diffidare dai prompt per AI gratuiti

Il materiale online su come creare prompt efficaci è pressoché infinito, e si trovano anche tanti comandi preconfezionati e pronti all’uso, il rischio in questo caso è che un prompt generico creato da altri non sempre si adatti alle nostre specifiche necessità.

In generale, nell’AI come in qualsiasi altro campo, non bisogna fidarsi di chi promette di farti diventare un esperto in poco tempo. Niente può sostituire le ore passate davanti al computer a provare nuovi prompt, ma il materiale online è sicuramente un buon punto di partenza.

Invece di fornire dei prompt definitivi che si adattino a qualsiasi strategia di marketing andremo a esplorare qualche esempio che abbiamo veramente utilizzato nella creazione di campagne di lead generation.

L'obiettivo non è tanto dare una soluzione semplice che può essere riproposta all’infinito, quanto invece fare vedere come, combinando varie tecniche per la creazione di prompt, si possano trovare comandi specifici che aiutino nell'ottimizzare la strategia di funnel marketing.

In conclusione non esistono scorciatoie o formule magiche per creare i prompt perfetti per la strategia di marketing, anzi probabilmente non esistono neanche i prompt perfetti in generale.

Esistono invece poche tecniche e molti tentativi che possono far aumentare la performance delle campagne e migliorare il lavoro dei marketer.

Se lavori nel campo del digital marketing, inutile dirti che l’innovazione è la chiave per migliorare le performance e raggiungere gli obiettivi di business. Non stupisce quindi che, a partire dal novembre 2022 (data di rilascio di ChatGPT), l’intelligenza artificiale sia entrata prepotentemente a far parte della nostra quotidianità, cambiando per sempre l’approccio al funnel marketing.

ChatGPT è un’applicazione sviluppata da OpenAI, in grado di sfruttare le capacità di apprendimento automatico del modello GPT (Generative Pre-trained Transformer) per generare testo conversazionale e creare risposte realistiche in conversazioni umane. Ma, oltre alle conversazioni, c’è molto di più.

Se nel nostro precedente articolo avevamo parlato di Google Bard (oggi Gemini) come alternativa a ChatGPT, esplorando a 360° le opportunità offerte dall’AI per il marketing digitale, in questo articolo vogliamo andare al cuore delle strategie per analizzare come ChatGPT possa aiutarci a ottimizzare tutte le fasi del funnel marketing. Dalla consapevolezza (TOFU), alla considerazione (MOFU), fino alla conversione (BOFU), ChatGPT permette infatti di personalizzare il modo in cui interagiamo con il pubblico target, ottimizzare le attività di lead generation, aumentare i tassi di conversione e molto altro.

Ma facciamo un piccolo passo indietro.

Per cosa è utile ChatGPT?

Personalizzazione ed efficienza sono i due pilastri fondamentali per creare una strategia di marketing di successo e ChatGPT ci offre proprio questi vantaggi. Andiamo quindi al nocciolo della questione, facendo subito una panoramica degli innumerevoli modi in cui questo strumento può aiutarci concretamente a migliorare il funnel marketing.

ChatGPT è estremamente utile per creare contenuti e risposte personalizzate in tempo reale per i nostri utenti, grazie alla sua profonda comprensione dei bisogni e delle preferenze del pubblico target. Ad esempio, integrando ChatGPT in un chatbot, possiamo fornire assistenza ai visitatori del nostro sito, per rispondere alle domande più frequenti, fornire informazioni su prodotti e servizi e accompagnare i nostri clienti verso l’acquisto.

Allo stesso modo, può supportare la lead generation, avviando conversazioni con gli utenti con l’obiettivo di raccogliere contatti. E, dal momento che la sua intelligenza artificiale è in grado di apprendere dalle interazioni, ci consente anche di creare percorsi di automation marketing unici e personalizzati.

Ci supporta, inoltre, nell’analisi dei dati raccolti, in modo da comprendere le tendenze di mercato e il comportamento degli utenti per adattare di conseguenza le nostre strategie.

Nell’ambito della creazione di contenuti, con l’aiuto di ChatGPT possiamo adattare i nostri testi al tono di voce del nostro brand, declinarli secondo differenti framework di copywriting e ridurre il tempo necessario alla correzione di bozze e alla ricerca di ripetizioni o refusi. Può supportarci, inoltre, per le attività di produzione video, per facilitare la stesura di script e testi, con i suggerimenti migliori per incrementare l’engagement.

In definitiva, al contrario di chi sostiene che le intelligenze artificiali rimpiazzeranno l’uomo, già da questa premessa avrai chiaro che sfruttare l’AI permette di migliorare l’apporto umano al marketing digitale: ottimizzando la gestione di compiti ripetitivi, permette di concentrarsi totalmente su strategia e creatività. La sinergia tra l’efficienza e la velocità dell’AI e l’ingegno umano, permette di rendere le attività di marketing ancora più efficaci e coerenti.

l'immagine serve per comprendere come l'AI risponde al prompt specifico per l'elaborazione degli elementi nell'immagine stessa
Una rappresentazione dell'impatto di ChatGPT sul marketing digitale. Per creare questa immagine abbiamo chiesto aiuto a Microsoft Copilot - che sfrutta l’algoritmo Dall-E ovvero l’intelligenza artificiale in grado di generare immagini, anch’esso sviluppato da OpenAI.

L'impatto di ChatGPT nel mondo del marketing digitale

L'introduzione di ChatGPT nel marketing digitale ha rivoluzionato la possibilità di creare esperienze sempre più personalizzate e coinvolgenti per l’utente, migliorando significativamente l'efficacia delle strategie di marketing omnicanale.

La comprensione di bisogni e comportamenti dei potenziali clienti in ogni fase del funnel, consente di sfruttare ChatGPT per recapitare il messaggio giusto al momento giusto, guidando efficacemente gli utenti lungo il percorso d'acquisto. Fornire informazioni pertinenti e soluzioni personalizzate per il cliente, non solo migliora l'esperienza complessiva, ma aumenta anche la fiducia e la fedeltà nei confronti del brand, contribuendo ad aumentare il customer lifetime value.

Come usare ChatGPT per il funnel marketing

Per comprendere come poter impiegare effettivamente ChatGPT lungo il nostro funnel, è doverosa qualche precisazione teorica - ma per niente noiosa, promesso!

Il funnel di marketing è un concetto che identifica il percorso ideale di un utente dalla consapevolezza iniziale di un brand, attraverso l’interesse, fino alla conversione (intesa come l’azione che desideriamo che l’utente compia: acquisto, iscrizione alla newsletter, prenotazione, download di una app e non solo).

Per funnel si intende, infatti, una struttura a “imbuto”, che trasforma la grande platea di utenti in persone effettivamente interessate e, infine, in clienti o fruitori dei nostri servizi: queste tre fasi del percorso vengono chiamate TOFU (TOp of the FUnnel), MOFU (MIddle of the FUnnel), BOFU (BOttom of the FUnnel).

Adesso sì che sei pronto per diventare cintura nera di AI applicata al marketing. Continua a leggere se vuoi capire meglio quali funzionalità di ChatGPT sfruttare esattamente in ogni fase del funnel.

abbiamo chiesto all'AI di generare un'immagine del funnel e ci ha fornito questo risultato: un funnel quasi artistico che porta dentro l'immagine la quotidianità umana per integrarla alle fasi dell'imbuto del marketing
Questa volta, ci siamo divertiti a chiedere all’AI una rappresentazione artistica dell'integrazione di ChatGPT nel funnel marketing.

Integrare l'AI nella fase alta del funnel (TOFU)

Nella fase iniziale del nostro funnel di marketing, l'obiettivo è attirare l'attenzione, farci conoscere dal pubblico e creare consapevolezza sulle necessità che possiamo soddisfare e sui problemi che possiamo risolvere, attraverso i nostri prodotti e servizi. Nella fase alta del funnel, ChatGPT è davvero uno strumento jolly in mano a noi digital marketer:

Contenuti personalizzati: ChatGPT ci aiuta nella stesura di articoli per il blog (che ottimizzeremo poi in ottica SEO, per essere sicuri di essere intercettati da un pubblico potenzialmente interessato al nostro brand), post per i social media e guide adatte agli interessi del pubblico.

Coinvolgimento interattivo: come ti avevamo anticipato, integrare ChatGPT a un chatbot permette di offrire un'esperienza coinvolgente ai visitatori del nostro sito, fornendo informazioni utili e guidandoli attraverso il processo di acquisto.

Lead qualificati: analizzando le conversazioni con gli utenti, ChatGPT può aiutarci a identificare i contatti più inclini alla conversione e raccogliere informazioni preziosissime per ottimizzare le strategie di marketing.

Integrare l’uso di ChatGPT nella fase TOFU ci aiuta quindi a instaurare il primo contatto con gli utenti e suscitare interesse. D’altronde si sa che la prima impressione è quella che conta, no?

Bene, adesso che hai catturato l’attenzione non vorrai certo fermarti. Andiamo avanti!

Usare la leva di ChatGPT per la fase media del funnel (MOFU)

Nel mezzo del cammin del nostro funnel… No, forse quella era un’altra storia.

Dopo aver ingaggiato gli utenti, siamo pronti a guidare i prospect attraverso la fase intermedia, quella della considerazione. Il nostro obiettivo, a questo punto, è nutrire la relazione con gli utenti attraverso informazioni utili e pertinenti per guidarli verso la conversione.

Come sfruttare ChatGPT in questa fase?

Contenuti personalizzati: anche in questo casto, è utile sfruttare ChatGPT per creare newsletter mirate, flussi di automation marketing e articoli ancora più specifici. Questi mezzi ci permettono di rispondere alle domande e alle preoccupazioni più frequenti, anche in modo personalizzato per ciascun segmento di utenti con caratteristiche comuni.

Supporto immediato: anche in questa fase, l'integrazione di ChatGPT ci assicura di poter fornire risposte istantanee agli utenti, proprio nel momento in cui ne hanno bisogno, senza inutili attese e, quindi, senza correre il rischio che possano dubitare della nostra disponibilità e abbandonare la navigazione sul nostro sito.

Raccolta dei feedback: chiedendo e analizzando i feedback e le recensioni, con ChatGPT possiamo ottenere insight sulle preferenze e i comportamenti dei clienti in modo da adattare il nostro approccio alle differenti (e, ammettiamolo, mutevoli) esigenze degli utenti.

In poche parole? Sfruttare ChatGPT nella fase MOFU permette di costruire fiducia, migliorando l'esperienza complessiva in ottica omnichannel.

ChatGPT per la fine del funnel

Nella fase finale del funnel la posta in gioco è alta: i nostri prospect sono a un passo dalla conversione. Anche qui, ChatGPT gioca un ruolo fondamentale.

Avvicinare alla conversione: grazie allo strumento del chatbot, ChatGPT fornisce una pronta assistenza per sciogliere anche i dubbi dell'ultimo minuto, stimolando - anche in nostra assenza - quella fiducia di cui ogni utente ha bisogno prima di compiere un’azione di conversione: un acquisto, la sottoscrizione di un abbonamento, l’iscrizione a un corso, fornire il proprio contatto e così via.

Cross-selling e Upselling: mai sottovalutare la possibilità di suggerire prodotti o servizi da acquistare in abbinamento, arricchendo l'esperienza del cliente e innalzando il valore delle nostre vendite.

Supporto Post-Acquisto: il nostro percorso non si ferma con la conversione. La fidelizzazione è un aspetto importantissimo al fine di aumentare il customer lifetime value. Sfruttiamo allora ChatGPT per continuare a fornire assistenza post-vendita, raccogliere feedback e recensioni, generare contenuti dinamici come raccomandazioni personalizzate di prodotti o servizi.

Insomma, l’intelligenza artificiale di OpenAi in questa fase diventa il nostro piccolo aiutante per perfezionare il percorso degli utenti, garantirne la soddisfazione e persino renderli sostenitori del nostro marchio!

Prova a indovinare: questa volta cosa abbiamo chiesto all’AI?

Ottimizzare la performance attraverso ChatGPT

Ripetiamo ad alta voce ancora una volta: l’intelligenza artificiale non sostituirà l’uomo, figuriamoci i digital marketer! Ci aiuterà a ottimizzare il nostro tempo per portare il nostro lavoro a livelli sempre più alti e competitivi, questo è ormai sotto gli occhi di tutti.

Per ottenere il massimo da ChatGPT nelle attività di funnel marketing, dovremo comunque monitorare le prestazioni al fine di ottimizzarle costantemente. Ecco alcuni modi per farlo:

Monitora le metriche chiave: monitora i KPIs rilevanti come il tasso di coinvolgimento e il tasso di conversione, per valutare quanto il supporto di ChatGPT si stia rivelando efficace in ogni fase del funnel.

Test A/B: sperimenta diverse approcci nelle interazioni con ChatGPT per identificare le strategie più efficaci per il tuo pubblico.

Feedback degli utenti: raccogli i feedback diretti degli utenti in merito all’interazione con il tuo chatbot, per comprendere meglio le loro aspettative e migliorare la loro esperienza.

Non dare mai nulla per scontato, ecco. Soltanto così l’AI potrà essere un prezioso strumento per la crescita del tuo business.

Noi guardiamo sempre al futuro e ti consigliamo di considerare ChatGPT come un vero partner con il quale lavorare fianco a fianco ogni giorno.

Come digital marketer, stiamo assistendo a una svolta epocale nel modo in cui possiamo comprendere e interagire con il nostro pubblico. La possibilità di personalizzare e ottimizzare un’ampia gamma di contenuti e azioni di marketing, di liberarci dai compiti ripetitivi, ci sta offrendo l’incredibile opportunità di concentrarci soltanto su strategia e innovazione, creatività e performance.

What else?!

Immagina di lavorare nel mondo della comunicazione digitale da tanti anni e di aver improntato la tua intera vita professionale sulla capacità di scrivere in due lingue testi che spaziano dai copy per annunci, agli articoli per i blog, ai testi per i siti web. Immagina adesso che sia il 30 novembre 2022 e che tutti parlino di un nuovo strumento che riesce a scrivere in pochi secondi testi di qualsiasi genere in più di 14 lingue, con registri e stili diversi.
Questo scenario non è difficile da immaginare per le tante persone che all’indomani del lancio di Chat GPT, ad opera di Open AI, si sono ritrovate a pensare di dover aggiornare il curriculum per cercare lavoro in un altro ambito.

Nei mesi a seguire sono successe principalmente due cose: la prima è che le intelligenze artificiali si sono moltiplicate e hanno messo in campo funzioni sempre più avanzate.
La seconda è che gli esseri umani NON sono stati sostituiti dai robot, come i più pessimisti avevano pensato. La maggior parte delle persone si è dunque resa conto che l’intelligenza artificiale è semplicemente uno strumento e, come tale, può essere utilizzata in maniera più o meno efficace.
Dopo il successo planetario di Chat GPT è comunque iniziata la corsa delle multinazionali tecnologiche all’intelligenza artificiale. Dall’inizio del 2023, Microsoft ha aggiunto l’AI al suo motore di ricerca Bing, il colosso cinese Baidu ha lanciato il chatbot Ernie e anche Google ha fatto il suo debutto nel mondo dell’intelligenza artificiale generativa con quello che, ad oggi, sembra essere il più credibile rivale di ChatGPT: Google Bard, che l'8 febbraio 2024 ha cambiato nome in Gemini (qui l'annuncio di Google).

In questo articolo del Think Corner ti raccontiamo dei nostri esperimenti su Bard di Google, per capire se davvero il colosso di Mountain View può contendere lo scettro del miglior chatbot a OpenAI.

Come funziona Google Bard (ora Gemini)

Google Bard, adesso Gemini, è un modello linguistico di grandi dimensioni o large language model (LLM), sviluppato da Google nel 2022 ma reso disponibile a tutti gli utenti a luglio 2023.

Un LLM è un modello linguistico che è stato addestrato su un enorme set di dati ed è in grado di comprendere e generare testo, tradurre lingue, scrivere diversi tipi di contenuti creativi e rispondere alle domande degli utenti.

In parole povere, semplificando all’estremo, un LLM è un computer che ha imparato a parlare e scrivere imitando l’essere umano.
Ad esempio, se chiediamo a un LLM di scrivere una poesia, lui (o lei) userà le sue conoscenze sul linguaggio per generare un componimento che sia grammaticalmente corretto e che abbia un senso. La poesia potrebbe essere originale o basata su altre poesie esistenti e il risultato complessivo sarà simile a quanto potrebbe produrre un essere umano.
Le applicazioni che si basano su questa tecnologia sono innumerevoli, per fare qualche esempio oltre Chat GPT: Amazon Alexa, Grammarly, Coursera e, ovviamente, svariati prodotti Google.
La novità portata da Google Bard in questo scenario è che il chatbot di Google ha accesso al web e può rispondere alle domande degli utenti con dati aggiornati.

Come usare Google Bard (Gemini)?

Il punto di forza di Google Bard è quindi l’accesso alla rete. Rispetto a Chat GPT, i cui dati arrivano solo fino a settembre 2021, è certamente un vantaggio non da poco.
Nonostante ciò Bard non è pensato per diventare un nuovo motore di ricerca, visto che anche la SERP di Google utilizza già da anni intelligenza artificiale e LLM. Il chatbot nasce come un sistema sperimentale che mira a mostrare agli utenti tutte le potenzialità dell’AI per la vita quotidiana.
Quello in cui Bard sembra eccellere è una sorta di brainstorming con l’utente per progettare, pianificare e creare. L’idea dovrebbe essere quella di una macchina che, in connubio con l’essere umano, lo aiuta a risolvere problemi pratici, massimizzare la propria efficienza e in definitiva a migliorare la sua vita. Questo progetto ambizioso è ancora agli albori visto che gli LLM sono in costante fase di sviluppo e in continuo addestramento.

Google Bard vs Chat GPT: abbiamo chiesto all'AI di realizzarci un'immagine ad hoc

Gemini (Bard) di Google e Chat GPT: cosa abbiamo scoperto

Google Bard e ChatGPT 4 sono entrambi LLM (large language model), ma hanno alcune differenze tecniche fondamentali.
Bard è un modello di linguaggio factual, mentre ChatGPT 4 è un modello di linguaggio generativo. Ciò significa che Bard è migliore nella comprensione e risposta a domande fattuali, mentre ChatGPT 4 è migliore nella generazione di formati di testo creativi, come poesie, codice, script, brani musicali.

Le differenze fra Google Bard e ChatGPT 4

Bard è addestrato su un set di dati di testo e codice, mentre ChatGPT 4 è addestrato solo su un set di dati di testo. Ciò significa che Bard ha accesso a una gamma più ampia di informazioni e può comprendere e rispondere a domande in modo più completo.

Quando si parla di domande fattuali, si intendono domande che hanno una risposta oggettiva basata su dati e fatti. Ad esempio “qual è la capitale della Francia?” o “qual è la formula chimica dell'acqua?”.
Al contrario, le domande creative richiedono un certo grado di immaginazione o creatività, per l'appunto. Ad esempio: “come si potrebbe migliorare il sistema di trasporto pubblico?” oppure “quale sarebbe il titolo di un libro sulla tua vita?”.
Queste domande non hanno una risposta unica o oggettiva e richiedono una certa dose di riflessione e inventiva.

Un’altra differenza con Chat GPT è che Google Bard sembra essere più cauto nelle informazioni che dà all’utente. Spesso mette in guardia sul fatto che i dati riportati potrebbero non essere corretti, mitigando così il cosiddetto fenomeno della hallucination, ovvero quando un’intelligenza artificiale risponde con informazioni false spacciandole per vere.


Quello in cui invece Bard e Chat GPT sono molto simili è il fatto che entrambi sembrano funzionare meglio in inglese rispetto alle altre lingue. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che l'inglese ha avuto un set di addestramento (ovvero la mole di dati analizzati) più ampio e dettagliato, il che potrebbe influenzare la qualità delle risposte. Inoltre, il fatto che l’addestramento sia stato inizialmente condotto in lingua inglese potrebbe aver reso l'inglese la lingua di base per le risposte.

Abbiamo giocato con Google Bard: cosa ne è venuto fuori

Gli LLM funzionano al meglio delle proprie potenzialità tanto più la richiesta dell’utente (prompt) è circostanziata. Perciò spesso bisogna riformulare la domanda per raffinare il risultato e raggiungere l’obiettivo sperato. Questo meccanismo ha generato una guerra all’ultimo prompt, con esperti (o sedicenti tali) che offrono, gratis o a pagamento, il set definitivo di prompt per AI.

Abbiamo testato Google Bard nel nostro lavoro quotidiano per capire in quali attività possiamo contare sul Chatbot per semplificarci la vita.

Cosa può fare Bard per i marketer

Ecco alcuni dei compiti in cui ci siamo fatti aiutare da Bard:

In definitiva Google Bard, così come Chat GPT, è uno strumento molto utile per i marketer. Ma non è pensato per fare il lavoro al posto loro. Piuttosto, è in grado di fornire degli spunti che devono essere sempre rivisti per ottenere risultati ottimali.
Ma questo già lo sapevamo, allora abbiamo chiesto a Bard stesso di dirci un segreto:

Quindi ci teniamo a rassicurare chi pensa che le AI siano destinate a sostituire gli esseri umani: non siamo a questo punto, non ancora almeno.

Da Bard a Gemini, quando i prodotti Google cambiano nome 

Il rebranding di Google Bard, diventato all’improvviso Gemini, è solo l’ultimo di una lunga serie di improvvisi cambi di nome dei prodotti Google.

Da Google Apps che prima è diventato G-Suite e adesso si chiama Google Workspace, a Google Business Profile che ha cambiato quattro nomi dal 2005 a oggi; l'azienda ha navigato in un mare di modifiche, plasmando la sua offerta per meglio adattarsi alle esigenze degli utenti e alle tendenze del mercato.

Perché Google cambia i nomi ai suoi prodotti? Le ragioni sono diverse e sfaccettate. Una tendenza emersa negli ultimi anni è stata quella di rendere i nomi dei prodotti più immediati e facilmente comprensibili come nel caso di Google Hangouts, diventato Google Chat nel 2021, oppure di Google AdWords che nel 2018 è stato ribattezzato Google Ads.

Per quanto riguarda Gemini il cambio di nome potrebbe essere dovuto a un riposizionamento dell’AI di Google, che mira a trasformarsi da semplice chat, il nome Bard fa pensare a uno strumento di scrittura, a un vero e proprio assistente digitale.

Naturalmente, questi cambiamenti non sono sempre stati accolti con entusiasmo. Gli utenti si sono spesso ritrovati confusi, costretti ad adattarsi a nuove nomenclature e interfacce. Il processo di rebranding può richiedere tempo e fatica, rischiando di danneggiare il riconoscimento del marchio già consolidato.

Nonostante le sfide, l'evoluzione dei nomi Google è un segno tangibile della sua crescita e innovazione. L'azienda si adatta alle esigenze degli utenti e del mercato, plasmando i suoi prodotti e ridefinendo la propria identità. Ogni nuovo nome rappresenta un passo avanti in questo viaggio, una tappa verso un futuro dove Google continua a fornire esperienze utente sempre più complete e intuitive.

Del resto se è un fatto abbastanza conosciuto che la multinazionale proprietaria di Google si chiama Alphabet Inc, forse non tutti sanno che lo stesso motore di ricerca, agli albori della sua storia, avrebbe dovuto chiamarsi… BackRub. Un cambiamento non da poco visto che ormai la parola Google e il verbo googlare sono entrati di diritto nei vocabolari di tutto il mondo.

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